Il Tirreno

Versilia

la città che cambia 

Un centro congressi all’ex Cooperativa

Luca Basile
Un centro congressi all’ex Cooperativa

Il Comune: struttura da 1.500 posti al posto del degrado Il progetto c’è già: è nella tesi di una 25enne pietrasantina

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Due sale congressuali, una ludoteca, uno spazio dedicato alle performance artistiche. E poi ancora un parcheggio, un parco urbano, giardini e aree ricreative. È un progetto che potrebbe presto diventare realtà, quello che si cela dietro la tesi di laurea di Alice Romani, 25enne pietrasantina, e di Angelo Panizzi, livornese. Un suggestivo progetto di riuso e consolidamento della ex Cooperativa, struttura di oltre 6 mila metri quadrati che si affaccia, dismessa e in stato di palese degrado, dalle parti del centro cittadino. E che piace anche al Comune.

Una tesi, quella discussa nei giorni scorsi all’Università di Firenze, che ha portato in dote alla neo-dottoressa in architettura un significativo 110 e lode. E ancora alla città un progetto che potrebbe – il condizionale si impone visti gli alti costi imposti dal recupero e dalle umorali posizioni delle amministrazioni di turno – diventare realtà.

«Durante gli anni di studio mi sono appassionata al recupero di edifici dismessi: insieme al mio collega abbiamo così cominciato a valutare la fattibilità di un riuso e di un consolidamento della Cooperativa di Pietrasanta – spiega Romani –. Alla fine abbiamo elaborato un progetto, oggetto della tesi di laurea, che oggi si trova presso l’archivio storico comunale». Facciamo un passo indietro per capire cosa ha rappresentato e cosa potrebbe rappresentare la Cooperativa per i pietrasantini. Una realtà, fondata nel 1907, che in seguito, in particolare a partire dagli anni 30, diventò riferimento per tutta la Versilia. «Prima di aprire la sede lungo via Marconi, a due passi dalla ferrovia, la Cooperativa si trovava in piazza Duomo e ancora in via del Marzocco – ricorda Romani – la crescente richiesta fu appunto decisiva per concentrare ogni servizio in zona ferrovia nella struttura oggi dismessa. In quel periodo la Cooperativa aveva un importante ruolo sociale poi la proposta venne liberalizzata con i suoi prodotti alimentari, , il pastificio, il panificio, la mensa, una tipografia». Gli anni del boom e poi quelli ancora del declino. Inarrestabile. Fino alla chiusura del 1967. «Per dare un senso concreto al nostro progetto ci siamo confrontati con il Comune, che ci ha dato indicazioni di massima sul recupero della ex Cooperativa: l’obiettivo degli amministratori è infatti quello di realizzarvi un centro congressi da 1.500 posti». Indicazione che però non sembrerebbe rispettare le caratteristiche della stessa struttura.

«In base ai nostri calcoli non è fattibile: abbiamo così pensato a due sale congressuali, sul lato mare della ex Cooperativa: la prima da 400 posti, con un palco da 8 metri e la seconda da 200. Per un edificio, disposto su 3 piani che prevede, sempre nel nostro progetto, gallerie, un centro dedicato alle attività artistiche, un auditorium, una sala espositiva, una ludoteca coperta, un bar con punto ristoro». Nel progetto si entra nel merito anche del parcheggio da realizzare là dove oggi si trova lo stadio comunale. «In questa sede – prosegue Alice – abbiamo ipotizzato un’area di sosta per circa 100 auto (in Comune si punta a 10 volte di più, ndr) in modo da consentire la realizzazione di un parco urbano con giardini e spazi ricreativi». 130 pagine, quelle custodite nella tesi di Alice Romani, che sono una risposta concreta ad un generale senso di abbandono che mortifica, da decenni, una delle più importanti strutture del centro cittadino. —

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