Gioco
Vertice in Regione per trattare il futuro dei lavoratori della Ponsi
Sindacati, amministrazione e operai oggi a Firenze per spiegare la situazione. La prossima settimana l’incontro con l’azienda
viareggio. Che qualcosa sarebbe accaduto se lo immaginavano gli operai della Ponsi, ora sotto il controllo della Eracos di Brescia: nelle ultime settimane la quantità del materiale da assemblare era diminuito considerevolmente. Ma che addirittura l’azienda decidesse di chiudere la sede versiliese, quello è stato un fulmine a ciel sereno. La produzione continuerà ma Monticelli Brusati. Un paesino della Franciacorta, in provincia di Brescia, che dal 30 settembre ospiterà l’unico stabilimento del celebre marchio di rubinetti fondato a Viareggio negli anni Trenta. Per questo oggi una delegazione degli operai, insieme ai sindacati e all’amministrazione comunale di Massarosa andranno a Firenze per discutere la strategia da adottare con l’azienda che, per il momento, si trincera dietro un mutismo rigido. Neanche un “no comment”.
L’azienda, che in precedenza aveva firmato un accordo triennale per il rilancio della sede di Piano di Mommio, ha deciso di disattendere quelle direttive. Così ai 22 dipendenti è stato proposto il trasferimento. «Inaccettabile», per la totalità dei dipendenti che dovrebbero lasciare tutto per trasferirsi. Da qui l’incontro in Regione, che prelude al vertice che si terrà la prossima settimana con la dirigenza dell’azienda alla quale verrà chiesto un passo indiestro sulla decisione.
«Non capiamo questo repentino cambio di rotta – ha scritto consigliere provinciale del Pd Luca Poletti – una sterzata che ha sorpreso anche i sindacati. Mi auguro che dal confronto atteso domani in Regione con il consigliere delegato alle politiche del lavoro Gianfranco Simoncini emerga un intento condiviso per l’attivazione dei necessari tavoli di confronto per la tutela del posto di lavoro dei 22 dipendenti della Ponsi. La Provincia di Lucca, che ha sempre attivato tavoli sulle crisi aziendali del territorio, è vicina ai lavoratori della Ponsi ed è a disposizione per incontri che vedano coinvolte le parti in causa».
I dipendenti venderanno cara la pelle e non lasceranno che l’azienda li costringa a rinunciare al lavoro a fronte «un trasferimento impossibile». —
Cesare Bonifazi
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