Il Tirreno

Versilia

l’ultimo saluto 

Addio alla donna travolta sul lungomare di Lido

Martina Trivigno LIDO DI CAMAIORE.
Addio alla donna travolta sul lungomare di Lido

Una folla ai funerali dell’imprenditrice lucchese del pastificio Mennucci Il parroco nell’omelia: «Una persona forte, moglie e madre esemplare»

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«Non piangere più, Lamberto, se veramente mi ami». Don Giovanni Gemignani, parroco di Sesto di Moriano, ha pronunciato i famosi versi di Sant’Agostino proprio come se a parlare fosse lei, Annamaria Rocchi. Davanti a una chiesa di San Gemignano piena di gente (a tal punto da non riuscire neppure a contenere tutti i presenti), il parroco, dal pulpito, ha guardato dritto negli occhi Lamberto Mennucci, uno dei titolari dello storico pastificio Mennucci di via Balestrieri, a Ponte a Moriano. «Voglio dire due parole alla famiglia – ha esordito il sacerdote – . Per amicizia e per affetto nei loro confronti. Annamaria, nonostante i suoi anni, amava la vita. Quella stessa esistenza che, martedì mattina, è stata spezzata in modo tragico, a Lido di Camaiore». Ci sono tutti, in chiesa. Non solo il marito, ma anche i figli, Maurizio, Lorenzo e Maria Paola. E poi c’è il fratello di Annamaria, Cesare Rocchi, governatore della Misericordia di Lucca e patron dell’oleificio Rocchi. Era stato lui, poche ore dopo il tragico incidente in cui Annamaria aveva perso la vita, a parlare di quella sorella che per lui, fin da bambino. era sempre stata un punto di riferimento. Annamaria Rocchi aveva 90 anni, ma la sua età non la dimostrava. Era una donna attiva, che ancora guidava la macchina.

«Mia sorella – ha raccontato Rocchi al Tirreno – era una donna buona, sempre in prima linea per la famiglia. Una presenza discreta ma che, al tempo stesso, si faceva sentire, per il suo carisma, la sua grande vitalità». E quello di ieri, durante i funerali, è stato l’abbraccio dell’intera comunità di Lucca e dintorni. In centinaia hanno voluto rendere l’estremo saluto ad Annamaria, in un grande abbraccio collettivo.

«Siete in moltissimi – ha detto il parroco durante l’omelia della messa concelebrata da tre sacerdoti –. E questa è la conferma della grande stima che voi riponevate in Annamaria. Lei non poteva sapere che lì, a Lido di Camaiore, sarebbe finita la sua vita, lasciando il suo sposo, i figli. E anche tutti i suoi cari, i familiari e gli amici, che sono venuti qui a testimoniare la loro vicinanza alla famiglia Mennucci».

Il caldo, in chiesa, è soffocante, ma ovunque c’è silenzio. Tutti ascoltano le parole di don Gemignani, ogni tanto una lacrima scende sui volti di chi ha conosciuto quella donna energica, gentile e cordiale, come ha descritto chi ha trascorso del tempo con lei. «La ricorderemo per sempre – conclude il sacerdote –, Annamaria. Una donna forte, una moglie e madre esemplare, che tanto bene ha saputo educare i figli».

Poi, don Gemignani ha letto i versi di Sant’Agostino. «Se mi ami non piangere – dice, con la voce commossa –. Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine, tu non piangeresti se mi ami».

Parte un grande applauso, poi la chiesa di San Gemignano si svuota lentamente. Tutti escono nel piazzale, e aspettano. Nel frattempo salutano i componenti della famiglia: il marito di Annamaria, i figli, il fratello Cesare. Cala il silenzio, prima di accompagnare Annamaria nel suo ultimo viaggio. —

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