Il Tirreno

Versilia

il ricordo 

QUEL GIORNO CHE BUSSAI A CASA CAMILLERI

Valentina Pierotti (*)
QUEL GIORNO CHE BUSSAI A CASA CAMILLERI

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Valentina Pierotti (*)

Ci sono volte nella vita in cui ringrazi il lavoro che fai. E una di queste è stata quando nel 2011 ho avuto l'opportunità irripetibile di trovarmi di fronte ad Andrea Camilleri, seduta nel suo salotto di via Asiago a Roma. Avevo una collaborazione col Teatro Carlo Felice di Genova e al direttore artistico Giuseppe Acquaviva girava da anni in testa l'idea di affidare a lui la regia di Cavalleria Rusticana. Mi ritrovai a suonare quel campanello carica di un'emozione difficile da descrivere, un “regalo” tra i più grandi della mia vita, perché quando ti trovi al cospetto di un uomo così, hai la sensazione di essere veramente privilegiata, la consapevolezza di essere un minuscolo tassello di qualcosa di assoluto valore artistico e culturale, ed un enorme senso di responsabilità. La sua assistente ci fece accomodare nel salottino, proprio lo stesso che milioni di italiani vedono in tv in introduzione al Montalbano che tutti conosciamo. Tremavo. Lui, col suo inconfondibile timbro di voce, con l'immancabile sigaretta in mano, pacato e incuriosito, raccontò che gli arrivavano proposte di tutti i tipi, ma mai nessuno gli aveva chiesto di fare la regia di un'opera, tanto meno di Cavalleria Rusticana, l'opera della sua amata Sicilia. «Vedete – ci disse – io ho un cuore d'asino e uno di leone» . Era la prima volta che «un uomo in giacca e cravatta che nascondeva la coda da diavolo tentatore» gli proponeva una cosa del genere, che lo inorgogliva, ma lo preoccupava al tempo stesso per via dell'età. Chiacchierammo per più di un'ora e da me volle sapere anche della Versiliana di cui mi disse di conoscere lo storico direttore artistico Franco Martini. Prese un po' di tempo, ma era chiaro che, pur non potendosi spostare da lì, avrebbe accettato di firmare quella regia. Sembrava che avesse già tutto in testa. Immaginava già quel che avrebbe voluto fare e come fare. Dopo alcuni mesi il progetto si realizzò, con la notizia che riempì le pagine dei giornali e la sala del teatro e con quelle idee che negli occhi di Camilleri avevano iniziato a prendere forma già da quel pomeriggio. —

*responsabile ufficio

stampa La Versiliana

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