Il Tirreno

Versilia

fronte del porto 

Nuovo porticciolo destinato alla Marineria viareggina

Donatella Francesconi
Nuovo porticciolo destinato alla Marineria viareggina

La Variante al Piano regolatore portuale in via di predisposizione “mangia” una parte della banchina Tistino, oggi in concessione alla Udina per gli yacht

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L’ipotesi circolata negli ultimi mesi era che il segretario dell’Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli, avrebbe presentato a luglio la Variante al Piano regolatore portuale con un’iniziativa pubblica. Così non sarà: «Al momento no», risponde Morelli al Tirreno: «Può essere si faccia dopo l’estate». Ma dei contenuti della Variante molto si discute tra gli spazi portuali della Darsena viareggina. A cominciare dalla previsione per l’area che l’Authority intenderebbe destinare ai pescatori, oggi collocati sulla banchina Natino, quella che “guarda” il Muraglione.

Perché il progetto - così si apprende da indiscrezioni - è quello di creare un vero e proprio porticciolo pescatori, “tagliando” la banchina Tistino - dall’altro lato della Natino - con un “moletto” a delimitare lo spazio destinato ai pescherecci, i circa 140 della flotta della Marineria viareggina. Spazio che si allargherebbe fino a toccare la banchina Sandorino, e relativo specchio acqueo, in concessione fino al 2047 alla Sasit, azienda del Gruppo Del Pistoia. Con il risultato di avere - questo lo scopo del provvedimento - un vero e proprio porticciolo pescherecci.

Perché l’operazione sia possibile, però, è necessario modificare l’ormeggio sulla banchina Tistino, oggi in concessione alla Udina (Unione delle Imprese navali artigiane): barche disposte all’inglese, il che significa - così la stima che circola - oltre un terzo in meno di quelle attualmente ospitate.

L’Udina, viene anche ricordato, ha realizzato di recente uffici e servizi igienici sulla banchina dell’area portuale, contraendo un mutuo per l’operazione. Da quanto rimanda radio banchina, Udina avrebbe già presentato una osservazione all’operazione che l’Autorità portuale regionale ha inserito nella Variante al Piano regolatore generale. Giancarlo Federigi, presidente di Udina, interpellato dal Tirreno non scende nei particolari, ma racconta: «Un confronto ufficiale con l’Autorità portuale non l’abbiamo mai fatto. Io credo che sia indispensabile che tutte le parti in causa siano consultate».

Nel merito della scelta tecnica per la banchina Tistino, Federigi non intende entrare, almeno per il momento: «Per me sono voci di popolo della Darsena cui non possiamo dare credito». Eppure qualcosa di più ci deve essere, se è vero che la stessa Udina si è fatta avanti con una “osservazione” per l’area destinata alla nautica che verrebbe intaccata per fare posto ai pescherecci.

Una scelta dovuta al fatto che la banchina Natino viene da sempre considerata la più adatta ad accogliere i grandi yacht.

Intanto, per quanto riguarda lo spazio a terra ed in mare oggi destinato alla Marineria Viareggina, la Capitaneria di porto guidata da Giovanni Calvelli, ha disposto una verifica con rimozione dei cosiddetti “corpi morti”, ovvero quegli oggetti pesanti utilizzati come ancoraggio sul fondo, dotati di un occhiello per fissare la catena o la cima. Presenti in tutte le darsene viareggine, sono “spuntati” nella notte dei tempi per lo più senza autorizzazione alcuna. E non si comprende come mai la rimozione debba essere a carico di quei pescatori che l’Autorità portuale, nel cui comitato siede anche la Capitaneria, intende trasferire.

Un gran bel braccio di ferro, insomma, tra le varie attività che si dividono gli spazi della Darsena: ed è questo il vero tema centrale della Variante al Piano regolatore portuale cui Fabrizio Morelli ha messo mano ormai nel lontano 2015. Un braccio di ferro che vede le diverse attività produttive contendersi gli spazi, ma anche rischiare di entrare in contrasto con la stessa Authority. Perché la Variante andrebbe a mettere le mani anche su alcuni spazi da sempre in concessione alla produzione nautica, come sono quelli in dotazione al fronte di alcuni cantieri (Codecasa, Overmarine), dove esistono veri e propri approdi. Strutture che l’Autorità portuale regionale avrebbe intenzione di rivisitare.

Clima decisamente “caldo”, insomma, intorno al lavoro della Authority e dei suoi tecnici per una Variante che si propone anche di mettere ordine in una gestione un po’ “selvaggia” delle concessioni portuali. Ed è anche per valorizzare questo aspetto che più opportuno sarebbe un confronto pubblico ed ampio che coinvolgesse la città tutta. —



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di Redazione web