Lutto
Non ce l’ha fatta la dodicenne vittima dell’incidente in piscina
Sofia ha perso la sua battaglia: i genitori autorizzano la donazione delle cornee Il Texas oggi chiuso per lutto, bandiere a mezz’asta in tutti i bagni di Marina
Non ce l’ha fatta Sofia Bernkopf, la bambina di dodici anni originaria di Parma vittima dell’incidente in piscina di sabato scorso. Sofia è morta ieri dopo aver lottato per quattro giorni all’ospedale Opa di Massa. I genitori hanno autorizzato l’espianto delle cornee per la donazione.
La notizia si è diffusa ieri, lasciando tutti sbigottiti e addolorati in Versilia. I medici e gli operatori sanitari che hanno fatto il tifo per lei, dopo aver cercato di aiutarla in tutti i modi possibili. Ma anche titolari e clienti degli stabilimenti balneari. Oggi in tutti e 107 i bagni di Marina le bandiere saranno a mezz’asta, in segno di lutto e di vicinanza alla famiglia di Sofia.
Sul corpo della piccola verrà fatta un’autopsia: sull’incidente, avvenuto sabato scorso al bagno Texas, la Procura ha aperto un fascicolo d’indagine. Che ora, dopo la morte della bambina, prevede come ipotesi di reato l’omicidio colposo. Sei gli indagati, tra bagnini e titolari dello stabilimento balneare Texas, a cui è stato notificato l’avviso di garanzia. Che è a tutela degli indagati perché possano preparare una difesa con i loro avvocati.
Resta ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. Ma la tesi più accreditata, anche senza conferme dirette da parte degli inquirenti, è che i capelli di Sofia siano rimasti bloccati nel bocchettone della piscina idromassaggio. Tenendola incastrata sott’acqua e facendola annegare. La bambina era arrivata a Marina assieme ai genitori per trascorrere una giornata spensierata: come si dice in gergo clienti giornalieri, venuti da Parma per godersi la Versilia. Alle 16,30, mentre Sofia era in piscina, è avvenuto il dramma.
«Profondo cordoglio» per la morte di Sofia è stato espresso dalla società proprietaria e dallo staff dello stabilimento balneare Texas. In segno di lutto oggi lo stabilimento sarà chiuso. È quanto si legge in una nota diffusa dagli avvocati Valentino Durante e Massimiliano Palena in qualità di portavoce della proprietà del bagno, che è di imprenditori pratesi. «Non ci sono parole per poter rappresentare un dramma così grande, se non la vicinanza umana al dolore dei genitori e del fratellino di Sofia», si legge ancora nel comunicato. «L’impegno della società come di tutti i suoi dipendenti – conclude la nota – proseguirà incessantemente nel dare il massimo supporto alle autorità preposte all’accertamento di questa vicenda straziante».
Gli accertamenti di Procura e Capitaneria di porto, che martedì hanno fatto un sopralluogo, riguardano prevalentemente l’area della piscina, ancora sotto sequestro, per il funzionamento delle vasche. Passati al setaccio anche i filmati delle telecamere nel bagno. Un accertamento tecnico specifico sul sistema di funzionamento idraulico dell’impianto delle piscine sarà effettuato nel corso di successivi sopralluoghi. Altro aspetto oggetto di approfondimento sono state le procedure di sicurezza e di emergenza. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
