Impossibile imporre obblighi al Demanio sull’ex Mokambo
Il sindaco Murzi e l’assessore al turismo Polacci replicano all’appallo lanciato dal consigliere di Obiettivo Forte Elisa Galleni
FORTE DEI MARMI. Arrivano notizie sostanzialmente non troppo buone sul fronte futuro dell'ex ristorante pizzeria Mokambo. A chiarire come stanno le cose ci hanno pensato il sindaco Bruno Murzi e l’assessore al turismo Graziella Polacci, rispondendo all’appello della consigliere comunale Elisa Galleni di Obiettivo Forte sulla ex pizzeria-ristorante Mokambo, chiusa ormai da 12 anni, in palese stato di degrado.
«Ringraziamo il consigliere Galleni per l'interessamento sull'annosa questione, occasione che ci dà modo di fare il punto su quanto finora fatto fin dall'insediamento di questa amministrazione. Ci sono stati diversi contatti e incontri con l'Agenzia del Demanio durante i quali abbiamo evidenziato le problematiche legate all'edificio e alle complesse procedure inerenti la possibilità di ripristino dei locali e l'apertura di nuove attività. Per quello che riguarda l'ordinanza del Tar a cui si riferisce è stata prontamente richiesta dal nostro ufficio legale a quello del comune di Viareggio e ne sono stati analizzati da tempo i contenuti, constatando la sostanziale equivalenza dei poteri di ordinanza del sindaco nei confronti dei privati: l'intervento dell'amministrazione si esaurisce nelle questioni di sicurezza e igiene, mentre a oggi risulta impossibile obbligare il proprietario a ristrutturare e rendere decoroso il fabbricato. Inoltre, già dallo scorso anno, è stato chiarito che il Demanio non ha disponibilità economica per intervenire sugli edifici di sua proprietà. Parimenti – concludono Murzi e Polacci - è impraticabile un intervento diretto del Comune, in quanto l'edificio non rientrando nei beni di cui l'ente ha la materiale disponibilità non può essere oggetto di investimenti economici. Stiamo valutando la possibilità di identificare e presentare nuove proposte progettuali all'Agenzia del Demanio e a questo proposito saremmo ben lieti di accogliere e condividere suggerimenti dal consigliere Galleni». — A.P.
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