Il Tirreno

Versilia

la testimonianza 

La targa portata via alla titolare di una lavanderia in Darsena «Stento ancora a crederci»

Matteo Tuccini
La targa portata via alla titolare di una lavanderia in Darsena «Stento ancora a crederci»

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viareggio. «Quando mi hanno telefonato dal commissariato mi hanno detto: signora non si preoccupi, non è successo nulla di grave. Ma io sono rimasta di sasso lo stesso: non sono abituata a ricevere chiamate di questo tipo».

A parlare è Roberta Miliozzi, nota artigiana della Darsena: è titolare di una lavanderia molto frequentata in via Savi. Una di quelle persone che nel quartiere conoscono tutti e con cui tutti amano fermarsi a parlare. Il suo è uno di quei negozi di una volta, dove non ci si limita al buongiorno e buonasera. Ma ci si racconta tutto e anche di più di quello che succede. In Darsena, come nel resto della città.

Eppure Roberta tutto si aspettava, meno di sentirsi dire dalla polizia che le era stata rubata la targa dell’auto e che i responsabili erano proprio loro: la banda degli incassi portati via ai commercianti.

«Io, per la verità, non mi ero nemmeno accorta del furto della targa anteriore e posteriore – dice Roberta – Si tratta della mia seconda auto, tra l’altro lasciatami dal mio povero papà. La uso pochissimo, giusto per fare qualche commissione ogni tanto».

L’auto era parcheggiata allo stadio dei Pini. «L’ho lasciata lì dopo averla presa l’ultima volta, credo una ventina di giorni fa. Ripeto: non la uso spesso, l’avrei ripresa soltanto per portarla al lavamacchine. Non avevo idea che allo stadio potesse attirare l’interesse di qualcuno».

Fatto sta che la targa è stata portata via, per applicarla a una o più auto usate per i colpi della banda. Arrestata giovedì pomeriggio da polizia e carabinieri.

«Che dire... sono caduta dalle nuvole. Stento ancora a crederci – dice Roberta Miliozzi – Ho fatto denuncia del furto in commissariato e dovrebbe bastare a scongiurare delle noie, anche se questa faccenda resta una scocciatura imprevista e sgradita. Che cosa penso di questa vicenda? A Viareggio non eravamo abituati a certi episodi di criminalità. Un po’ come in tante altre comunità, eravamo abituati a dormire tranquilli nelle nostre case. Non credo ci sia un’emergenza, negli ultimi anni furti e scippi sono più o meno stabili. Ma, certo, sono cose che ti lasciano perplessa». —

Matteo Tuccini

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