Gioco
L’appello dei sindaci a Gaia: anticipate i lavori su depuratori e reti fognarie
E per la prossima estate dovranno essere pronti gli spandenti a mare e bisognerà chiarire il nodo dell’acido peracetico
«Fate presto, non si può aspettare». Arriva il pressing dei sindaci su Gaia per i cantieri su depuratori e fognature. Lavori imprescindibili che sono la vera soluzione ai problemi sulle acque del nostro mare. I divieti di balneazione sono un’onta. Poco importa che siano estesi per quasi tre chilometri come è accaduto questa volta a Viareggio oppure per poche centinaia di metri come a Lido di Camaiore o a Fiumetto. Troppe le variabili: scarichi abusivi, piogge, zone popolate, depuratori pieni. Avere un divieto in piena stagione è decisamente poco onorevole per una Versilia che fa del turismo balneare il fulcro della propria economia. È accaduto ieri quindi che i sindaci della Versilia, o i loro rappresentanti, abbiano messo all’angolo Gaia in occasione dell’approvazione del bilancio della Partecipata. Un vertice che era già programmato ma che arriva all’indomani dell’ennesimo divieto di balneazione. Il primo vero di questa stagione. L’intenzione dei sindaci è quella di fare in modo che il gestore idrico, responsabile dei lavori strutturali, velocizzi progettazioni, appalti e cantieri. «Non possiamo andare avanti così», lo sbotto all’unisono.
Il cronoprogramma prevederebbe che tra fognatura e depuratori i lavori dovrebbero finire nel 2022. A Fiumetto, per esempio, nelle prossime settimane dismesso il depuratore di Forte dei Marmi, sostituito da quello di Querceta che aumenterà la capienza del 40%. Gli abitanti serviti passeranno da 33mila e 47.500. Il depuratore di Querceta sarà al servizio dei comuni di Seravezza, Montignoso, Forte dei Marmi e parte di Marina di Pietrasanta. Per quanto riguarda Viareggio, sul depuratore verranno spesi entro il 2021 6 milioni di euro. I lavori prevedono il potenziamento e la ristrutturazione dell’impianto, e la cifra investita è ingente perché si tratta di un raddoppio. Ci sarà, tra le altre cose, anche una nuova linea di trattamento. Attualmente la progettazione definitiva è in corso e lavori dovrebbero cominciare dopo l’estate del 2020. Sul depuratore erano stati spesi già 400mila euro per la ristrutturazione delle vasche con nuovi collegamenti idraulici. Per quanto riguarda invece i depuratori su Camaiore e al Secco, sono previsti interventi di potenziamento per i quali la progettazione esecutiva attualmente è in corso. Per i lavori, la tempistica prevista è fine 2020. Sulla fognatura nera Gaia lavorerà per completare la rete a Viareggio, nella zona del Terminetto. Entro il 2021. Le fognature su Camaiore invece verranno completate, anche sulle frazioni, entro il 2020. Un lavoro consistente invece verrà fatto a Pietrasanta dove è stata prevista entro il 2022 la costruzione di ben 13 chilometri di tubi. Questi termini, secondo i sindaci, devono essere accorciati. E al più presto.
Nel frattempo ci sono i due piani b: il primo, realizzabile in tempi brevi, è quello degli spandenti a mare, i tuboni sulla Fossa dell’Abate che portano le acque lontano dalla riva. Dovevano essere pronti entro questa stagione ma la burocrazia regionale ha rallentato i tempi e tutto slitta a dopo settembre. Si attende che sia pronto in Regione il protocollo che, secondo quanto spiega l’assessora all’Ambiente Federica Fratoni, «darà il via alla gara d’appalto. La Regione ha finanziato 200mila euro, altri 100mila euro arriveranno da Camaiore e la stessa cifra verrà stanziata da Viareggio».
Ci si interroga poi sulla questione dell’acido peracetico, voluto dai Comuni di Pietrasanta e Camaiore (ma osteggiato da Viareggio e da Arpat), su cui sono stati spesi circa un milione di euro. Gli impianti ci sono ma tutto è fermo a causa dell’Istituto superiore di Sanità che ha chiesto ormai un anno fa di avere chiarimenti e di inserirsi nella sperimentazione. «Malgrado i numerosi solleciti degli ultimi mesi - spiega Fratoni - non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale ma si è aperta una strada informale che potrà portare a un incontro». Cosa che spera anche il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, capofila del progetto: «Da Roma devono farci capire se proseguire o no, nel caso venga sospeso - conclude - devono darci soluzioni alternative». —
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