Il Tirreno

Versilia

un caso di maltrattamenti 

Botte alla mamma, ragazzo denuncia il papà

Luca Tronchetti

Dodicenne chiama i carabinieri che fermano il genitore violento: il giudice ordina l’allontanamento dell’uomo dalla famiglia

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«Aiutatemi, papà sta facendo del male alla mamma». Una telefonata che lascia senza fiato persino i carabinieri, costretti ad intervenire rapidamente in quell’abitazione della Versilia dove un uomo di 50 anni, dipendente di un’azienda in Lucchesia, ha appena colpito con un pugno al volto la moglie di qualche anno più giovane. La donna è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale versiliese, riportando contusioni ed ecchimosi giudicate guaribili in una settimana. Un fatto gravissimo e non episodico. Che emerge grazie al coraggio di un ragazzino di 12 anni, il figlio minorenne della coppia. Stanco delle vessazioni e delle botte che la mamma è costretta a subire con sempre maggior frequenza dal babbo – diventato intrattabile e manesco soprattutto da quando torna a casa in evidente stato di ebbrezza – con il cellulare compone il numero del pronto intervento della Benemerita e una volta che i militari entrano in azione e liberano la mamma il ragazzino – con il sostegno delle assistenti sociali – rivela che quella situazione incresciosa è quasi la quotidianità nella sua casa da quattro anni a questa parte. E a farne le spese non sempre e non solo è la mamma, ma talvolta anche la sorella maggiorenne che vive in famiglia.

IL PROVVEDIMENTO

Un racconto credibile e circostanziato che porta il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca Antonia Aracri a disporre la misura cautelare dell’allontanamento immediato del padre-padrone dalla casa familiare, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Un provvedimento che resterà in vigore sino a quando l’uomo non sarà processato, ma soprattutto non cambierà atteggiamento nei confronti della consorte e dei figli.

BOTTE E INSULTI

Dal 2015 un escalation di insulti e minacce di morte alternate ad aggressioni fisiche costringeva madre e figlia a vivere nel terrore. Perché quell’uomo – prima di quell’anno descritto come padre e marito esemplare – si era trasformato in un aguzzino, un violento decisamente intrattabile. A ridurlo in quello stato la dipendenza dall’alcol che necessita sicuramente di cure e interventi riabilitativi. La situazione lavorativa non idilliaca aveva decisamente complicato i rapporti all’interno del nucleo familiare. E il cinquantenne per dimenticare i problemi si era rifugiato nel vino e nei liquori. L’altra sera, rientrato a casa, con un pretesto insensato ha iniziato a litigare e fuori di sé dal livore ha iniziato a menar le mani tanto da sferrare un pugno in pieno volto alla consorte finita a terra, ferita e in lacrime, e costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Una storia drammatica, ma tristemente uguale a quella di tante altre storie di uomini senza dignità che finiscono per odiare le donne. —



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