La protesta dell’Africa «Viviamo nell’incuria e nessuno ci ascolta»
pietrasanta. Erba alta, segnaletica precaria, un semaforo lampeggiante che un momento va e quello dopo si spegne, strade con buche, parchi e giardinetti al sole. Benvenuti nel quartiere Africa, uno dei più popolosi del comune di Pietrasanta dove «ogni richiesta avanzata dai cittadini viene di fatto ignorata da un’amministrazione che non ascolta, e che fa poco e niente per chi abita da queste parti. E questo è motivo di amarezza per la nostra comunità», è il pensiero di Alessandro Bibolotti, presidente del Comitato di frazione che entra nel dettaglio delle problematiche.
«Basta recarsi nella zona dell’Osterietta o ancora in via Bernini per rendersi conto di una situazione che non sappiamo più come definire: erbacce che non vengono mai tagliate tanto che avventurarsi, soprattutto per i bambini, può essere un problema. Ci hanno segnalato anche la presenza di bisce che del resto si nascondono là dove appunto la vegetazione è folta e c’è incuria. Ma è normale tutto questo in un quartiere così abitato? A nostro avviso non lo è. Così come non è normale che la pinetina che si trova davanti alla palestra Tommasi sia priva di un qualsiasi angolo di ombra e agli anziani di paese, in queste giornate di calura, non resta che starsene in casa – prosegue Bibolotti – Ma anche la questione viabilità è problematica: il semaforo pedonale lampeggiante di zona, qualche giorno funziona e quelli successivi no: intervengono gli operai, riparano il guasto e poche ore dopo risiamo punto a capo. Per non parlare delle buche nella carreggiata, degli stop agli incroci sempre meno visibili, di una segnaletica da rifare. Il degrado e il senso di abbandono sono evidenti: chi ci amministra a parole aveva promesso lavori e migliorie, ma nei fatti non è stato fatto niente e chi ha casa o un’attività all’Africa è deluso e infastidito da questo modo di procedere. E non è questione di colore politico – rimarca Bibolotti – qui si tratta di sensibilità da parte di chi guida la città per garantire alla cittadinanza un minimo di sicurezza e riqualificazione del proprio quartiere. Ma perché non organizza il Comune una squadra di operai demandata alla pulizia e alla manutenzione di parchi e giardinetti in particolare durante il periodo estivo? Del resto siamo un comune turistico, ma ai nostri ospiti, così come ai residenti, diamo una sgradevole immagine del nostro territorio». —
L.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google