Gioco
A Pietrasanta l’arte della fotografia immortala la magia della danza
Nella cornice del teatro, del centro storico di Pietrasanta e della Versiliana gli spettacoli del Dap Festival hanno ispirato il talento di due maestri dell’obiettivo
PIETRASANTA. La danza di alto livello e l’arte che si respira a Pietrasanta: un connubio suggestivo quello realizzato dal Dap Festival che si è chiuso sabato scorso. Vedere i ballerini confondersi con le sculture è un’emozione unica. Che è ancora più intensa quando la location diventa parte integrante del quadro compositivo. Come ad esempio la chiesa sconsacrata di Sant’Agostino dove si sono svolte performance e spettacoli che hanno ammaliato il pubblico. Se a tutti questi ingredienti aggiungi poi la fotografia ecco che il risultato può essere mozzafiato.. Cercare la fotografia artistica inserendosi nel bel mezzo di questi soggetti (danza e scultura, ad esempio) può sembrare cosa semplice ma così non è. La fotografia deve sfruttare al massimo il momento topico, il clic deve avvenire nell’attimo fuggente soprattutto in una convulsa attività qual è la danza. Interessanti anche le invasioni “street” prima degli spettacoli serali avvenute in luoghi disparati ma soprattutto storicamente poetici. Piazza del Duomo ha visto esibirsi molti artisti che si confondevano con i turisti, i passanti e le statue dell’artista uruguayano Pablo Atchugarry. Per la fotografia è manna scesa dal cielo potendosi confrontare con quel tipo di immagini tanto care a mostri sacri quali Cartier Bresson o Barengo Gardin.
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La fotografia di strada è un ramo molto interessante di questa “arte povera”, come viene definita, ma che povera non è affatto. Nelle quotidiane invasioni ad esempio quando le ballerine della Venezia Balletto hanno compiuto la loro performance in modo pressoché impeccabile ecco che un simpatico cane meticcio si è trovato nel bel mezzo dei passi di danza e addirittura si è soffermato a guardare l’artista che ballava proprio sul sacrato della chiesa.
La danza nell’arte ha un ruolo primario, basti pensare al pittore francese Edgar Degas, impressionista di fama internazionale, che ha ritratto balletti e ballerine in ogni suo quadro. L’arrivo a Pietrasanta di star come Myriam Barbosa o Tamara Fragale ha contribuito a rendere ancora più interessanti le fotografie scattate durante i loro spettacoli.
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Tamara Fragale nello spettacolo New Blood ha concesso il proprio corpo alla fotografia in maniera eccezionale. La leggiadria dei suoi movimenti, la leggerezza dei suoi passi ma sopratutto i colori della scenografia, accesi e vivi, hanno catturato l’interesse del fotografo che è stato attratto soprattutto dalle polveri rosso sangue che la ballerina alzava continuamente con le mani.
Altra star di questo Dap Festival è Miriam Barbosa, danzatrice e coreografa, nata in Brasile ma cresciuta artisticamente a New York. Al teatro della Versiliana ha disegnato una coreografia stupenda danzando insieme ad altri artisti avvalendosi di drappi colorati che scendevano dal cielo del palcoscenico che sullo sfondo della pineta sembravano liane in una giungla dove le ballerine si esibivano in passi danzanti acrobatici con indice di difficoltà enorme.
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La fotografia potrebbe essere inserita all’interno di questa disciplina come supporto artistico proprio per le immense peculiarità di cui dispone. Mark Moseley, fotografo americano, Roberto Paglianti, fotografo italiano e Lorenzo Bianchini hanno dato dimostrazione di come la fotografia, essendo appunto a sua volta un linguaggio artistico, può raccontare evoluzioni, acrobazie e sussurri della danza.
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