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Versilia

ESPULSO DALLA LEGA 

Viviani: lascio solo se lo chiede il sindaco

L.B.
Viviani: lascio solo se lo chiede il sindaco

Il presidente della Pietrasanta Sviluppo si dice pronto  a farsi da parte e attacca il commissario Recaldin 

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PIETRASANTA. «Se me lo chiede il sindaco, sono pronto a farmi da parte. Non contano i singoli, ma che l'amministrazione possa governare la città con serenità e senza subire ricatti politici». Claudio Viviani, dopo essere stato espulso dalla Lega («ma ad oggi non mi è ancora arrivata una lettera che attesti la mia espulsione: il messaggino telefonico al riguardo del commissario provinciale Andrea Recaldin non è sufficiente»), potrebbe lasciare a breve la guida della Pietrasanta Sviluppo. Come del resto richiesto anche da Claudia Dinelli e Nicola Conti, Pd.

«La società ha chiuso con un utile di soli 15 mila euro lasciando a casa per altro 4 cuoche. Rispetto al passato servizi che erano un fiore all’occhiello della società come il bar-ristorante dello stabilimento balneare - fanno sapere dal Pd - sono stati lasciati per una gestione esterna con non poche problematiche. I lavori di ristrutturazione del bagno, dalla piscina, alle nuove strutture e attrazioni non sono mai stati realizzati mentre l'area dell'ex Pio Campana è in stato di degrado, Chiediamo al sindaco di ritirare l’incarico di amministratore unico a Claudio Viviani, dopo la manifesta gestione inefficiente ed inefficace della società».

Missiva che innesca la replica di Viviani. «La Bolkestein è stata definita nel 2018: fare lavori prima nello stabilimento balneare non era possibile. Partiremo nei prossimi mesi invernali con il rifacimento delle cabine. L'ex Pio Campana in stato di degrado? Il consigliere Conti, evidentemente, non sa neppure quali siano le aree di pertinenza della Pietrasanta Sviluppo. Detto questo a breve altri terreni andranno all'asta ed i proventi verranno utilizzati sia per lo stabilimento che per gli ex Macelli. L'assunzione delle 4 cuoche, strano che sempre Conti non lo sappia, non era possibile: così è stato stabilito da chi si occupa di questo genere di contratti. Detto questo, ribadisco che sono pronto a lasciare il mio posto alla Pietrasanta Sviluppo, anche se ho un contratto che scade nel 2021, se il sindaco Alberto Giovannetti lo riterrà opportuno. Di certo non lascio perché lo chiede il Pd o ancora, nell'eventualità, Recaldin che per altro dovrebbe spiegare come mai, sulla mia vicenda e ancora sulla questione tesseramenti non si è confrontato con i vecchi iscritti del Carroccio. E comunque fino a quando ci saranno referenti, nei quali non mi riconosco, proprio come Recaldin, nella Lega, me ne sto volentieri fuori. E non farò alcun ricorso. Del resto che la Lega a Pietrasanta sia divisa in fazioni mentre prima era unita, è noto. E qualcuno, di questo, se ne dovrà assumere le responsabilità». — L.B.

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