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Versilia

albergHI DEL FORTE 

Comprato l’ex Hotel Blume il Byron adesso può ampliarsi

Franco Angelo Calotti
Comprato l’ex Hotel Blume il Byron adesso può ampliarsi

Si sblocca finalmente la situazione di stallo che andava avanti dal 2008 Madonna: stiamo valutando come procedere con il progetto di integrazione

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Un grande futuro a cinque stelle lusso attende, finalmente, l’ex Hotel Blume chiuso ormai dal lontano 2008, e da anni sul mercato, benché sia in riva al mare e sorga nella parte più nobile di Forte dei Marmi. A promettere questo destino è nientemeno che Salvatore Madonna, amministratore delegato della società “Il Gabbiano” a cui fanno riferimento tutte le attività imprenditoriali del Gruppo Madonna, che è riuscito, finalmente, ad acquistare questo vecchio albergo di Roma Imperiale, ormai troppo piccolo per aver un futuro autonomo da hotel all’altezza dei tempi e delle aspettative di una clientela come quella che frequenta Forte dei Marmi, e inadatto pure a un futuro residenziale come per qualche tempo era sembrato possibile. Il Blume uscirà dunque presto di scena definitivamente e sarà parte integrante del Byron Forte dei Marmi, sicuramente, assieme all’Augustus, i due più fascinosi cinquestelle supervip cittadini. Così Madonna spiega l’operazione.

«Sì, finalmente siamo riusciti nell’impresa, perché eravamo interessati a questa acquisizione, per ovvie ragioni di confine con il nostro albergo, da sempre, praticamente fin da quando il Blume smise di fare l’attività alberghiera più di dieci anni fa. C’era ovviamente una logica essendo noi interessati ad espandere il Byron e a renderlo sempre più capiente e bello. Così abbiamo seguito tutte le evoluzioni di questa proprietà, in questi anni, da quando era un tre stelle fino a quando si è parlato di renderlo struttura residenziale e anche quando è stato una multiproprietà».

Due anni fa, aggiungiamo noi, venne anche annunciato un piano di trasformazione in struttura extra-lusso. Insomma un destino incerto per questa struttura nata al Forte nel lontano 1926 e con la fortuna di essere piazzata nel cuore di Roma Imperiale e a due passi dalla mitica Capannina di Franceschi. Cosa dobbiamo aspettarci adesso?

«Beh, con la stagione in corso non sono certo i momenti migliori per pensare e definire il futuro del Blume, poi il passaggio di proprietà risale solo a pochi giorni fa e praticamente per ora abbiamo giusto preso le chiavi. Ci stiamo però pensando ed ovviamente l’idea portante è quella di integrarlo nel Byron e stiamo iniziando a valutare come procedere con il progetto, sia per vedere bene cosa la normativa ci concede di poter fare una volta che metteremo mano all’opera e sia la tempistica. Infatti, fare i lavori di ristrutturazione dell’Hotel Blume significa anche esaminare con cautela le problematiche che riguardano noi stessi: non possiamo certo aprire un cantiere con gli ospiti in casa».

Top secret naturalmente la cifra per cui è avvenuto il passaggio di proprietà. Si può solo dire che il prezzo del Blume, quando è stato posto in vendita e stando ai giornali, è passato, via via riducendosi da 11 a 8 milioni di euro, ed è probabile che sia adesso stato ceduto a cifre ancor più ridotte.

«Sono davvero contento che un imprenditore come Madonna abbia potuto prendere questa struttura che finì la sua avventura alberghiera con Roberto Barberi tanti anni fa - commenta Paolo Corchia storico presidente degli albergatori cittadini- in questo periodo ci sono stati tanti tentativi non tutti in chiave alberghiera, ma la struttura ha poco terreno e solo con l‘integrazione con il Byron, sono convinto, potrà avere un futuro di grande classe, apportando storia e spazi ad uno dei grandi alberghi che fanno grande Forte dei Marmi».

Il Byron Forte dei Marmi, che è stato rinnovato in buona parte anche di recente, conta attualmente 29 tra camere e suite, e che sono destinate ad aumentare di numero grazie all’ampliamento della struttura che sarà possibile con l’integrazione tra i due alberghi. Il Byron ha origini lontane nel tempo: la villa che lo ospita è infatti una dimora storica che risale alla prima meta dell’Ottocento. La volle un personaggio internazionale, eclettico e anticonvenzionale, come “Pepito” Caferino Canevaro, duca di Zoagli, e fu lui a voler per la sua dimora versiliana l’inconfondibile stile “Art Nouveau” che tuttora lo caratterizza. Da allora fascino ed eleganza a due passi dal mare (ricordiamoci che il viale a mare risale solo alla fine degli anni Venti, ndr) fecero breccia nell’aristocrazia di quegli anni e agli inizi del ‘900 la dimora divenne un raffinato hotel raffinato, dedicato alla memoria del grande poeta inglese George Byron, che tra il 1821 ed il 1822 visito il Granducato di Toscana. —
 

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