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Bufera politica per lo striscione tolto

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PIETRASANTA. Lo striscione, poi rimosso dall’ingresso della sede Pca, che solidarizzava con Carola Rackete, a margine dello sbarco della Sea Watch a Lampedusa, è motivo di aspra querelle fra i partiti. «Usare uno spazio pubblico per fare propaganda politica è già di per se’scorretto. Se poi la propaganda è anche sovversiva, allora è pure vergognoso», si legge in una nota della Lega di Pietrasanta. Che aggiunge «PCA significa Progetto Comunità Aperta e non Partito Comunista Anarchico. Quello striscione è scorretto nel metodo perché il Pca non è un partito politico, ma una struttura con finalità sociali ben specifiche e nel merito perché in uno Stato di diritto la Lega sta con le forze dell’ordine e non con chi ha palesemente violato le nostre leggi, compiendo anche un tentativo di speronaggio di una nave della Guardia di Finanza».

Agli antipodi la posizione di Rifondazione Comunista. «Agli esponenti della Lega non piace il dissenso, ma la richiesta di rimuovere lo striscione che solidarizzava con il capitano della nave Sea Watch mostra anche la debolezza di esponenti politici consci di sostenere scelte insostenibili. Alla grande ammirazione per Carola Rackete – fa sapere Enrica Focacci – che con la chiarezza tipica delle donne ha mostrato a tutti quali siano le priorità nel comportamento umano, si associa la vergogna che proviamo per il nostro ministro dell’interno. Anche perché Salvini, così come il nostro vicesindaco, sa che lasciare in mare 40 migranti non risolverà il problema dell’immigrazione». —

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