Il Tirreno

Versilia

POLIZIA STRADALE 

Rubati 50mila euro di occhiali a Camaiore Presa la banda di ladri

Pedinava i rappresentanti di gioielli in tutta Italia Il bottino totale si aggira intorno al mezzo milione di euro

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CAMAIORE. Indagando sul furto di gioielli per un valore di 100.000 euro compiuto a Pescia nel settembre dell’anno scorso ai danni di un rappresentante di preziosi e di 50.000 euro di orologi a Camaiore il 5 marzo scorso, la polizia stradale ha finito per mettere le mani su una banda di tre romani che sono stati arrestati con l’accusa di avere compiuto sette furti ai danni di altrettanti rappresentanti, quasi tutti in Toscana.

Si tratta di Gerardo Izzo, un ex pugile di Aprilia di 56 anni, Massimiliano Moretti, 49 anni, di Ardea, e Mario Bello, 62 anni, di Ostia.

Quest’ultimo è stato il primo a finire in manette il 26 marzo a Cecina, quando insieme agli altri due tentò di derubare un rappresentante di gioielli ma fu bloccato dai poliziotti che lo seguivano fin da Grosseto, dove avevano agganciato il rappresentante.

I tre si erano specializzati nel rubare ai rappresentanti di gioielli e occhiali da piazzare poi sul mercato nero. Per comunicare tra loro si erano procurati schede telefoniche intestate a prestanome stranieri e, per passare inosservati, mettevano a segno i colpi lontano da casa, non avendo difficoltà a dormire in alberghi pagando con il ricavato dei furti.

La banda, tutti pregiudicati per reati simili, agiva non lasciando tracce; tuttavia, è stata proprio una falla nel loro sistema quasi perfetto che li ha incastrati.

A ottobre 2018 un rappresentante di gioielli si era accorto di tre auto che lo stavano seguendo insistentemente e aveva fatto segnalazione al 113 di Latina. Quel giorno una delle auto è stata fermata dopo un inseguimento: è scattata l’identificazione del conducente e il numero del telefonino. Da quel momento in poi gli investigatori si sono messi in contatto con i loro colleghi di altre città per scambiarsi le informazioni raccolte dall’analisi dei tabulati di 37 utenze telefoniche collegate alla prima e usate dai malviventi. Da lì sono stati controllati anche i movimenti delle auto noleggiate e registrati gli scatti dei telepass, ricostruendo i 7 colpi.

La vittima del trio veniva adocchiata e poi pedinata, utilizzando nell’inseguimento auto noleggiate. Attendevano poi il momento più propizio per colpire.

Appena il rappresentante si allontanava lasciando incustodita la macchina, uno della banda lo seguiva, il secondo si avvicinava al veicolo per rubare e il terzo gli copriva le spalle. In questo modo i tre si sono appropriati della merce che, tra gioielli e occhiali, aveva un valore superiore al mezzo milione di euro.

Ma la banda non ha avuto scampo, i tre sono stati arrestati giovedì scorso dai poliziotti. L’ultimo uomo della banda è stato preso infatti in un ristorante del litorale romano. Sembra quasi destino che finisse in quel modo: in quel ristorante da lui scelto c’era infatti l’insegna profetica “Senza Scampo”. —

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