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Al Versilia i medici col trolley per tappare i buchi d’organico

Matteo Tuccini
Al Versilia i medici col trolley per tappare i buchi d’organico

Ginecologi, pediatri e ortopedici inviati negli ospedali dove manca personale Il sindacato Fials: «Situazione inaccettabile». Ma gli specialisti non si trovano 

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VIAREGGIO. Medici della Versilia al lavoro col trolley. Ginecologi, pediatri e ora anche ortopedici vengono inviati negli altri ospedali per carenza di personale: una situazione di emergenza dovuta all’assenza di specialisti, che si verifica anche al Versilia. Ma che negli ultimi giorni – si legge in un ordine di servizio dell’Asl – si è fatta pesante soprattutto negli ospedali di Piombino, Cecina e Isola d’Elba. Dove mancano ortopedici in numero sufficiente a coprire i turni e a garantire il livello adeguato di assistenza ai pazienti. Ecco perché a luglio, agosto e settembre Lido invierà due ortopedici a rotazione (uno per ogni settimana) verso la provincia di Livorno. Lo stesso faranno i colleghi di Pontedera, Massa, Lucca e così via. Ma il sindacato Fials protesta: «Situazione inaccettabile».

L’ordine di servizio Asl
Pochi giorni fa, per la precisione il 25 giugno, l’Asl ha scritto ai responsabili delle ortopedie e delle specialità chirurgiche per organizzare i turni tra Elba (che ha la priorità), Piombino e Cecina con i rinforzi in arrivo dagli altri ospedali. Si parla di «situazione emergenziale» e di un intervento necessario per garantire «idonei livelli di prestazione assistenziale». I medici mancano ovunque, anche qui: ma, da quello che afferma l’Asl, nel Livornese e soprattutto all’Elba si rischia di non garantire l’attività ordinaria. I medici in trasferta saranno retribuiti con un compenso aggiuntivo. Secondo quanto risulta al Tirreno, il Versilia invierà due professionisti tra i più giovani del reparto di ortopedia: il criterio dell’età è stato scelto dall’Asl. Che metterà a punto un calendario con i nominativi forniti dai vari ospedali.

La protesta sindacale
Ma il sindacato Fials non ci sta. «Come volevasi dimostrare e come già predetto dal sindacato Fials in tempi non sospetti – afferma Daniele Soddu – il momento del dipendente itinerante è arrivato. Dunque medici con il trolley pronti ad andare a sostituire i colleghi nei posti più disparati, da Piombino, Cecina, Elba eccetera. Oramai la sanità toscana si basa sul tappare emergenze di personale in ogni dove. Dopo i ginecologi, dopo i pediatri ora tocca agli ortopedici, che con ordine di servizio dovranno andare a sopperire alle carenze di organico dei presidi di Piombino, Cecina e Elba. Così facendo almeno due unità mediche mancheranno al Versilia. Domanda: che facciamo, riduciamo le attività in Versilia per coprire i turni altrove? Complimentoni, se questa è la migliore sanità d’Italia siamo a cavallo. Oltre che a girare sul territorio come piloti di Alitalia con la valigia sempre pronta, i medici saranno esposti ad un rischio importantissimo e cioè quello di andare a svolgere la loro professione in presidi ospedalieri che non conoscono, con team che non conoscono e soprattutto nel caso dei ginecologi in sale parto di cui non conoscono neanche le ubicazioni e trattando pazienti di cui non conoscono la storia clinica. Purtroppo ad ogni affermazione del sindacato – prosegue Soddu – la Regione risponde con la carenza di specialisti: “Non si trovano i medici”, dicono loro. Bene, peccato che queste situazioni sono anni che sono ben chiare a tutti ed una Regione che si rispetti esegue programmazioni mirate, magari triennali, dove mette in campo anche assunzioni oltre al fabbisogno di quelle figure di cui si conosce bene la carenza, dovute a vari fattori. Vedi scuole di specializzazione a numero chiuso».

In arrivo i neolaureati
Il fatto è che gli specialisti mancano davvero: non perché manchino i laureati in medicina, ma perché le scuole di specializzazione hanno un numero limitato di posti. Di conseguenza nascono pochi ortopedici, pochi ginecologi, pochi radiologi, pochi della medicina d’urgenza... E ognuno, a fronte di più opportunità di lavoro, fa la scelta più comoda o più vicina a casa. Qui si entra a un livello più alto di responsabilità: il ministero della Salute avrebbe dovuto prevedere negli anni passati una carenza simile di professionisti. E forse anche la Regione, come sostengono i sindacati, avrebbe potuto avere un ruolo più attivo, perché sulla sanità l’amministrazione regionale ha forti competenze. Fatto sta che la stessa Regione ieri ha annunciato quanto già anticipato dal Tirreno: a luglio nei pronto soccorso arriveranno i giovani neolaureati in medicina. Al Versilia ne sono destinati sei. Che così potranno dare una mano, ovviamente con tutti gli accorgimenti del caso, ai professionisti esperti oggi oberati di lavoro nell’emergenza-urgenza. —


 

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