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Gli scienziati dimostrano che il lago può essere salvato

Gli scienziati dimostrano che il lago può essere salvato

Presentato lo studio condotto da università, Sant’anna  e Parco. Plauso di Rosi e Barsotti: «Adesso è necessario che gli enti lavorino insieme»

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massarosa. Il lavoro è stato arduo e complicato: Parco, Università di Pisa e Scuola Superiore Sant’Anna hanno presentato ieri un report sullo stato del lago e sulle azioni da fare per aiutarlo a rivivere. Il gruppo di lavoro, diretto dal professor Enrico Bonari, è stato creato proprio per studiare il caso Massaciuccoli sotto tutti i punti di vista, «per valutare le spese». E ovviamente qui si parla del famoso tubone, poi diventato col tempo tubino.

L’insieme delle analisi e degli approfondimenti ha portato alla conclusione che sia necessario «cogliere l’occasione per la predisposizione di un vero e proprio piano di interventi agro-naturalistico-ambientali complementari alla realizzazione della derivazione dal fiume Serchio, alla quale viene comunque riservato il compito primario di risolvere i problemi del bilancio idrico».

In alcuni casi sarà necessario adottare un risparmio idrico con adeguati metodi di distribuzione dell’acqua di irrigazione, recuperare nuove fonti di approvvigionamento idrico complementari (immissione delle acque delle Polle del Fontanaccio nel canale Barra). Verranno messi a punto eventuali nuove tecniche di coltivazione e strategie di gestione aziendale (agricoltura conservativa e biologica) privilegiando la coltivazione di riso, canapa.

Nelle zone dove l’agricoltura è quasi inesistente dovranno prevedere agroforesta e paludicoltura. L’obiettivo è la massima valorizzazione del territorio.

«In ogni caso – si legge nello studio prima di dar seguito alle diverse proposte operative, è indispensabile ricordare che tutto il programma è finalizzato al controllo primario dei rischi di inquinamento del lago con specifici interventi».

Plaudono allo studio i consiglieri Damasco Rosi e Simona Barsotti: «Spetterà ora al tavolo tecnico, costituito da tutti gli enti coinvolti nella gestione del lago decidere le azioni da concretizzare in base un ordine di priorità. In tutto questo il processo partecipativo del “Contratto di Lago” voluto e condotto dalla nostra amministrazione comunale, che ha coinvolto oltre 150 soggetti tra enti e associazioni. Uno strumento di programmazione strategica per la salvaguardia di tutta l’area».

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