Il Tirreno

Versilia

Spot Fs, i familiari scrivono al ministro: «Sia ritirato»

Donatella Francesconi

Nel cortometraggio del regista Ozpetek un Frecciarossa entra nella cameretta di un bambino addormentato: «Totalmente fuori luogo ed offensivo»

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viareggio. «Scuse ufficiali» e «ritiro della campagna pubblicitaria “Alta Velocità e Freccia Rossa. Da 10 anni, la casa che ti porta a casa”» nella quale si vede un treno che entra nella cameretta di un bambino addormentato. È la richiesta inviata ieri dall’associazione dei familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 all’amministratore delegato di Ferrovie, Gianfranco Battisti, e per conoscenza al ministro dei trasporti, Danilo Toninelli. Lo spot televisivo in questione è un frammento del cortometraggio realizzato per Ferrovie dal regista Ferzan Ozpetek. I familiari riuniti nell’associazione “Il mondo che vorrei” presieduta da Marco Piagentini sono stati netti: «Il regista poteva non sapere cosa è accaduto a Viareggio quella notte di dieci anni fa. Ma Ferrovie lo sanno bene».

Per cui - così si legge nella lettera inviata ieri - «i familiari delle vittime della strage di Viareggio e tutti i soci dell’associazione “Il mondo che vorrei Onlus” ritengono tale spot pubblicitario (soprattutto nella sequenza dove un treno entra dentro la camera di un bambino) totalmente fuori luogo e altamente offensivo alla memoria e al rispetto di 32 persone morte bruciate vive nella proprie case a seguito di uno dei più grandi disastri ferroviari negli ultimi 50 anni». Disastro ferroviario in cui non è stato certo un treno - fisicamente - ad entrare nelle case di via Ponchielli e via Porta Pietrasanta, ma lo hanno fatto le falle al sistema del trasporto merci pericolose, come individuate da ben due sentenze pronunciate in nome del popolo italiano. Un sistema che - sottolineano i familiari delle vittime della strage di Viareggio - «una sentenza di appello, il 20 giugno scorso, ha sottolineato fallace ed incapace di assicurare una garanzia di sicurezza verso il cittadino».

E proprio in relazione alla sentenza d’appello, i familiari delle vittime sono tornati a rinnovare la richiesta avanzata all’indomani dell’esito del giudizio di secondo grado: «Le società condannate (per il Gruppo Ferrovie si tratta di Trenitalia e Rete ferroviaria italiana, ndr) considerino l’assunzione di una vera responsabilità nella strage di Viareggio, non appellando in Cassazione. Vorremmo sbagliarci, vorremmo essere smentiti, vorremmo vedere che così non è, vorremo vedere che nell’azienda Ferrovie ci sono persone responsabili e capaci di comprendere tutto questo. Noi ce lo auguriamo: saremmo i primi, in questo caso, a tendere una mano». Dal mondo Fs, per il momento, viene confermata la linea del silenzio scelta fin dai primi momenti immediatamente successivi alla lettura della sentenza, il 20 giugno a Firenze. Si apprende, però, che lo spot televisivo «ha concluso li periodo di messa in onda già il 18 giugno». —

Donatella Francesconi

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