Il Tirreno

Versilia

il conto falso 

«Cena al Bistrot da 15mila euro». Ma è uno scherzo

Luca Basile
«Cena al Bistrot da 15mila euro». Ma è uno scherzo

Circola sul web uno scontrino del ristorante stellato della famiglia Vaiani con cifre da capogiro,  ma è una goliardata tra colleghi

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FORTE DEI MARMI. Una condivisione di troppo ed ecco che una goliardata fra colleghi di lavoro si trasforma, nel breve volgere di poche ore, in un tormentone social dalle conseguenze sgradevoli. Quanto meno per i diretti interessati: ci riferiamo alla famiglia Vaiani, pluri-premiati ristoratori in terra fortemarmina. 

Al centro della discussione c’è infatti uno scontrino fasullo, in quanto mai rilasciato perché creato ad arte per uno scherzo, a più zeri: per farla breve, stando alle diverse voci riportate nello stesso scontrino una cena consumata nei giorni scorsi al Bistrot –. appunto uno dei gioielli culinari della famiglia Vaiani – avrebbe avuto un costo, per 3 persone, pari a 15 mila 381 euro, di cui ben 15 mila euro per una bottiglia di vino. Una volta entrata nel frullatore appunto social – che sia Facebook o le diverse chat di Whatsapp – la notizia dello scontrino-fake è diventata argomento del giorno su spiaggia e nei bar, alle bancarelle del mercato del mercoledì e ovviamente in rete.

Lasciando in scia una lunga sequenza di commenti di vario tenore. Con tutto un corollario anch’esso fantasioso tanto da tracimare nella leggenda metropolitana. «Fra i 3 commensali del Bistrot per la cena in questione c’era il calciatore Ronaldo della Juventus: è lui che ha voluto il vino da 15 mila euro», è stata una delle tante certezze rilanciate, sempre ieri, in rete. Ma, come detto, il conto da 15 mila 381 euro, datato 17 giugno, è una bufala. O meglio lo scherzo che un dipendente del Bistrot ha voluto fare ad un collega, inoltrando la foto dello scontrino dove rimarcava che la bottiglia più prestigiosa e costosa effettivamente presente nella carta dei vini, era stata venduta. Il collega legge, presume che tutto sia vero e inoltra a sua volta ad un amico per commentare il tutto.

Da lì in poi lo scontrino-fake si inerpica, come detto, per le infinite vie dei social. «Ci dispiace che una goliardata sul posto di lavoro si sia trasformata in un caso – commentano i Vaiani –: anche perché da sempre, e chi ci conosce lo sa, privilegiamo il basso profilo. Si tratta di uno scherzo finito male, tutto qui». —

Luca Basile

 

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