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LA PROTESTA

Tavoli sulla strada, impossibile finire il tappeto di segatura

Tavoli sulla strada, impossibile finire il tappeto di segatura

A sollevare il caso un parente dei partecipanti: «Penalizzata la Crea» L’amministrazione gli organizzatori: «Un caso, poteva succedere a chiunque»

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camaiore. Quel tappeto doveva essere dieci metri più lungo. Doveva, perché i ragazzi della Crea (la cooperativa che si occupa di anziani, disabili e servizi per l’infanzia) che hanno partecipato alla notte dei tappeti di segatura a Camaiore, non lo hanno terminato. Non hanno potuto. In strada c’erano ancora i tavolini di un ristorante, nonostante un’ordinanza sindacale che chiedesse di smontarli entro le 15.

Alle 23, nel locale c’erano anche clienti seduti a mangiare, motivo per cui i ragazzi e le ragazze della cooperativa hanno deciso di rinunciare a terminare il tappeto. Il caso è stato sollevato da un parente dei partecipanti, Flavio Federico Barsottelli, che ha attaccato l’amministrazione comunale di Camaiore.

«Il tappeto finisce qui. Dieci metri più corto – commenta Barsotelli –. Ci sono i ristoranti e nonostante l’ordinanza non spostano i tavoli. Questi ragazzi della cooperativa sociale hanno lavorato mesi per vedere il loro lavoro non finito. Grazie Comune di Camaiore. Favoriamo i ristoranti contro la tradizione».

La brutta coincidenza ha voluto che, a essere penalizzata, fosse proprio la Crea. Ma l’amministrazione comunale guidata da Alessandro Del Dotto è intervenuta sul caso con un comunicato congiunto insieme all’associazione Tappeti di segatura dicendo che: «Va ribadito – si legge nella notta stampa – che non si tratta di una questione di un solo gruppo ma è un problema che poteva accadere a chiunque quindi dobbiamo trattare l’argomento in maniera collegiale. Sicuramente ci sono state delle difficoltà, nonostante le varie parti, commercianti, associazione Tappeti di segatura e amministrazione comunale, si fossero riunite circa due settimane fa per concordare una linea di azione condivisa. Il rammarico più grande è che sui social spesso si trascenda il limite della civile discussione che può scaturire da queste situazioni, causando ulteriori e immotivate ragioni di divisione. Ovviamente si pone con ancor più forza la necessità di trovare una sintesi tra istanze diverse, ugualmente legittime, che sono la tutela dell’opera dei tappetari, la possibilità per i commercianti di lavorare durante una serata che richiama pubblico e quindi potenziali clienti e naturalmente la garanzia della sicurezza di chi viene a vedere questo meraviglioso spettacolo. Ci dispiace – continuano amministrazione comunale e associazione – per i ragazzi della Crea e adesso l’obiettivo comune sul tavolo è di trovare una soluzione quanto prima per evitare che questi episodi si possano riproporre». —

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