Il Tirreno

Versilia

Premiati i maghi stazzemesi della farina Bioeroica ricavata dalle castagne

T.B.G.
Premiati i maghi stazzemesi della farina Bioeroica ricavata dalle castagne

Riconoscimento per le aziende di Patrizia Canci e Simone Battistini «Un lavoro duro ma gratificante e importante per il territorio» 

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sapori

Le castagne sono state raccolte nei boschi di Stazzema, a Retignano, l’anno scorso. Tra quei castagneti, in un piccolo e antico essiccatoio, le castagne sono state essiccate per fare questa magica farina. Una farina di castagne, la Bioeroica, che è stata premiata fra le migliori della Toscana.

A produrla sono due aziende di Stazzema: l’azienda agricola Campeggioli di Patrizia Canci e l’azienda il Castello di Simone Battistini. «Da qualche anno con il gruppo dei bioeroi Alta Versilia – spiegano gli agricoltori – portiamo avanti il progetto farina di castagne conosciuta come la Bioeroica, con il metato di Retignano, dato in concessione dalla famiglia di Diego Bertagna e recuperato 5 anni fa grazie all’aiuto dell’Unione dei comuni».

Quest’anno, grazie all’associazione Castanicoltori della Lucchesia – il presidente Stefano Fazzi che li sta spingendo a portare avanti progetti di valorizzazione – i bioeroi hanno deciso di mettersi in gioco, portando la farina dell’Alta Versilia in concorso con più di 40 farine di di tutta la Toscana.

Le due portate in competizione, quella di Simone Battistini e di Patrizia Canci, hanno passato le prime due selezioni di assaggio riuscendo ad arrivare in finale tra le prime 5.

«L’essiccazione – spiegano – è un lavoro lungo, duro, e di responsabilità: 35 giorni di fuoco continuo, gestito per più volte al giorno da Simone Battistini».

Fatica che ora ha ricevuto una bella gratificazione. La premiazione della Castagna d’Oro Tvl.

Infatti giovedì scorso c’è stata l’ultima selezione, avvenuta durante la puntata “Ora verde” alla quale gli agricoltori stazzemesi erano ospiti, registrata a Montecatini in una location da favola, a Villa Patrizia.

«È stata una bellissima esperienza – commentano – a contatto con grandi e piccoli produttori sia di farina che di olio. Ci siamo piazzati al 4 e 5 posto. Per noi è una grande soddisfazione, finalmente anche l’Alta Versilia esce dal guscio e si mette in gioco. Crediamo sia solamente l’inizio, abbiamo bisogno di giovani che vogliano mettersi in gioco e di una politica che possa aiutare un ritorno ed un recupero – proseguono – di un grande patrimonio di castagneti che non solo stanno morendo ma che creano disagi e danni. Il castagno è una pianta da frutto e non un bosco naturale. Per chi non lo sa, se vede un castagneto curato, è perché qualcuno lo ha fatto con grande fatica: quindi nei periodi di raccolta evitiamo di saccheggiare le selve di chi ne ha fatto una piccola economia». —

T.B.G.

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