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Confermato il sì ai ristoranti in spiaggia ma nei limiti di orario
L’amministrazione comunale risponde a Sergio Marrai: «Abbiamo già messo un freno all’attività e alle feste»
forte dei marmi. «Noi – dice la vicesindaca del Comune di Forte dei Marmi, Graziella Polacci – abbiamo già eliminato i tre mega eventi pubblici e lasciato le trenta feste aperte solo ai clienti dello stabilimento balneare. E per quanto riguarda i ristoranti, li abbiamo già limitati all’orario di apertura del bagno». È la risposta dell’amministrazione comunale alle richieste fatte da Sergio Marrai, balneare storico, titolare del bagno La Pace, nonché ex assessore.
Un imprenditore del mare controcorrente, uno di quelli legati alle tradizioni, alla Forte delle origini, del buen retiro: è stato lui, balneare, a chiedere al Comune di fare qualcosa per limitare non solo le feste in spiaggia, ma anche i ristoranti. «Troppa concorrenza sleale», ha detto, commentando la sentenza del Tar che invece ha dato il via libera ai ristoranti dei bagni che adesso potranno accogliere anche chi non è cliente. «Se il Comune non relegherà la ristorazione al solo orario di apertura dello stabilimento balneare, chi in paese vive esclusivamente di questo lavoro – ha detto Sergio Marrai –, non potrà continua-re a farlo senza subire una concorrenza poco leale. Poi, ciliegina, ci sono anche le trenta feste concesse ad ogni stabili-mento che moltiplicate per cento bagni fanno quota 3000».
Sulle feste l’amministrazione comunale ha le idee chiare. «Forte non diventerà Ibiza». Tant’è che una delle prime decisioni prese da questa amministrazione è stata quella di eliminare i mega eventi in spiaggia. Prima ogni stabilimento poteva farne tre. Erano feste aperte a tutti. Oggi non hanno più questa possibilità. «Le trenta feste che abbiamo lasciato, anche queste, sono un’eredità delle vecchia amministrazione».
In ogni caso sono eventi aperti solo ai clienti del bagno e includono tutte le aperture serali, quindi anche gli apericena. «E comunque ci sono solo due o tre bagni che faranno trenta feste – spiega Graziella Polacci –: gli altri ne faranno tre al massimo. Poi c’è chi nonne fa nemmeno una».
Quindi difficilmente diventeranno tremila feste in spiaggia.
Sui ristoranti pure, secondo il Comune, non c’è un rischio concorrenza sleale perché gli orari devono già essere rispettati. Lo prevede proprio il nuovo regolamento per le feste in spiaggia. Chi vuole tenere aperto oltre l’orario, deve chiedere l’autorizzazione per la festa e viene scalata dalle trenta a disposizione per l’intera stagione estiva.
In ogni caso, dice Polacci, «c’è sicuramente bisogno di creare armonia e per questo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti e della concertazione. A fine estate, quando ci incontreremo con i balneari per fare il punto della stagione, affronteremo anche questo importante e delicato tema». —
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