Il dolore
Molesta due ragazzine, fa scoppiare una rissa e distrugge tutto
Un ambulante ha reagito per difenderle. Il giovane, ubriaco, è poi caduto sopra la vetrina di un negozio rompendola
CAMAIORE. All’ora di pranzo è già ubriaco. Entra in un bar del centro, il Caffè Celero in via Vittorio Emanuele, prende due birre ed esce gridando «qualcuno pagherà». Poi, camminando, mette sottosopra i dehors della strada: dà calci alle sedie e alle lavagnette, cade sopra i tavolini. Arriva davanti a un banco del mercato. I proprietari - una coppia di senegalese- stanno smontando. Con loro ci sono due amiche di famiglia, minorenni. Lui incomincia a molestarle: le offende, non vuole lasciarle in pace. Fino a quando l’ambulante perde le staffe, si mette in mezzo e i due iniziano a picchiarsi. Interviene anche il cognato del primo. Alla fine il giovane ubriaco finisce contro la vetrina di un negozio, l’Also Fashion, che si frantuma.È successo ieri nel centro di Camaiore. Sono le due di pomeriggio quando tutto inizia.
La titolare del Caffè Celero nota il giovane, un trentenne camaiorese, uscire dal bar senza pagare, e cerca di fermarlo. Lui le risponde proprio così: «Qualcuno pagherà». Arriva il cognato che rassicura la donna: «Pago io oggi pomeriggio», le dice. E allora il giovane ci ripensa: rientra dentro il bar e prende altre due birre. «Se paga lui, mi servo». Poi barcolla nella strada fino ad arrivare al banco dopo la scoppia la rissa. I tre si prendono a pugni sotto gli occhi intimoriti dei passanti che nel frattempo chiamano polizia municipale, carabinieri e pure il 118. Non ci saranno feriti. Solo l’ambulante si ritroverà con una ferita sul braccio. Niente di più. Non ci saranno nemmeno denunciati, nonostante l’intervento dei militari per fermare i due (il giovane e il cognato). In questo caso, infatti, si procede solo con una querela di parte e nessuno ha voluto farla.
Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, però, invita a farlo. «C’è poco da dire - dice -. Un episodio violento brutto e preoccupante. Chiediamo a chiunque abbia assistito alle scene di recarsi dai carabinieri di Camaiore e fornire informazioni, così come chiediamo alle vittime di questo episodio di sporgere denuncia e tutelare i propri diritti. Siamo a disposizione per quello che ci compete. Purtroppo, si vive nell’illusione che la legittima difesa ci dia sicurezza e che tutto sia risolto: questo è il risultato. Lo dico senza polemica politica: è un dato oggettivo di fatto. In un Paese serio e attento, si fa prevenzione, dando alla magistratura e alle forze dell’ordine leggi, personale e strumenti per assicurare la certezza e la pienezza delle pene e della loro esecuzione, condannando le persone a servire gratuitamente la comunità, insegnandogli a rispettare le regole e a risarcire i danni».
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