La manifestazione
Strage di Viareggio, il bimbo salvato per la prima volta in aula: nel rogo ha perso la mamma e due fratellini
Leonardo oggi è davvero maggiorenne. Figlio di due famiglie che hanno saputo restare insieme. Non solo nel ricordo, ma anche nella lunga, infinita, difficile battaglia per ottenere verità e giustizia
VIAREGGIO. Sembra ieri. Lo si dice sempre quando l’occhio si sofferma con più attenzione sui nostri ex bambini, oggi ragazzi. E sembra davvero ieri, nel senso di quella notte maledetta in cui è emerso vivo tra le macerie, ben stretto nelle braccia dei vigili del fuoco, guardando Leonardo Piagentini, 18 anni appena compiuti, seduto nell’aula 32 del Palazzo di giustizia di Firenze. Leonardo ha voluto esserci. Per la prima volta dopo 10 anni.
Lo sguardo fiero e attento, Leonardo attraversa così il mondo degli adulti che da 10 anni si occupa del perché i suoi fratellini Luca e Lorenzo non ci sono più, e neppure la mamma Stefania Maccioni. Nei primi passi che muove su questo terreno difficilissimo, Leonardo indossa la maglietta con il disegno che lui stesso ha tracciato, disteso in un letto d’ospedale, ed ha consegnato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel giorno dei funerali solenni. Il 7 luglio 2009, quando anche le bare di Luca, Lorenzo e Stefania erano adagiate sull’erba verde. Quel disegno che racconta come lui, bambino di soli 8 anni, già sapesse senza che nessuno avesse ancora trovato la forza per raccontargli.
Leonardo oggi è davvero maggiorenne. Figlio di due famiglie che hanno saputo restare insieme. Non solo nel ricordo, ma anche nella lunga, infinita, difficile battaglia per ottenere verità e giustizia.
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