Il Tirreno

Versilia

il commercio che cambia 

Masoni ritorna al suo bistrot e scommette sulla Filiera totale

Claudio Vecoli
Masoni ritorna al suo bistrot e scommette sulla Filiera totale

Il locale-macelleria di via San Martino riapre al pubblico dopo il restyling  «Punteremo su una carne di qualità di cui seguiremo per intero il percorso»

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Viareggio. La nuova scommessa di Michelangelo Masoni si chiama “Filiera totale”. Un marchio, certo. Ma anche (e soprattutto) una filosofia. Perché il bistrot di via San Martino del celebre macellaio del Mercato che ha riaperto ieri mattina dopo un mese di restyling ha mutato pelle. Non tanto nell’arredamento, nei macchinari o nella disposizione dei tavoli, rimasti praticamente identici. E ancor più nella squadra che lavora al pubblico e in cucina (lo chef Pietro Vairo, Salvatore Granata al banco e Marco Coluccini in sala), tutta confermatissima. A cambiare, nel bistrot-macelleria di Masoni, è ciò che sarà servito ai clienti. Perché tutto ciò che verrà cucinato ai fornelli o confezionato al banco sarà, appunto, a filiera totale.

«Quello a cui ho voluto dar vita – spiega lo stesso Michelangelo Masoni – è un concetto completamente nuovo di alimentazione. In primis legato al settore macelleria. Grazie ad una collaborazione molto stretta con l’azienda Pàntano di Padova, ai nostri clienti offriremo d’ora in poi tutta carne proveniente da bestiame di cui seguiamo il percorso fin dalla nascita. E che, oltre ad essere totalmente biosostenibile e non abbia impatto sull’ambiente, prevede un rispetto totale per l’animale. Né viene curato il cibo, prodotto in loco dalla stessa azienda veneta. Né viene studiato l’ambiente in cui vive, perché la sua crescita avvenga nel pieno rispetto. Fino a studiarne perfino la psicologia. Per l’intero periodo della sua vita. Per questo abbiamo scelto come marchio quello di Filiera totale».

Ma questa non sarà l’unica novità che troveranno i clienti di Masoni. Clienti di primissimo piano, visto che qui si servono chef come gli stellati Giuseppe Mancino (Piccolo Principe), Luca Landi (Lunasia), Valentino Cassanelli (Lux Lucis), Cristiano Tomei (Imbuto), Andrea Papa (Romano). «Quando proporremo le carni non parleremo più di razze come Angus o Chianina, che rischiano di essere concetti ormai superati, ma di percorso di provenienza. Un concetto che stiamo applicando anche agli altri prodotti. Come ad esempio il pane. Con la riapertura, infatti, abbiamo deciso di mettere in vendita il pane prodotto da Cristiano Tomei attraverso una accurata selezione di lieviti e farine».

E i prezzi? Masoni assicura che non subiranno variazioni. «Saranno prezzi popolari, alla portata di tutti. Un po’ perché in una fase di crisi come questa sarebbe un errore muoversi diversamente. E poi perché, mutuando una celebre frase di Henry Ford, ci sarà vero progresso solo quando i vantaggi saranno alla portata di tutti». —

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