Il dolore
Cittadini e ferrovieri nell’aula affollatissima
VIAREGGIO. Si asciuga le lacrime, Giuliano Bandoni, mentre lascia il Palazzo di giustizia di Firenze. Lui che da 10 anni con l’associazione “Le tartarughe lente” cura la Casina dei ricordi, oggi dedica la sua commozione agli amici “Pulce” e “Scarburato”, morti nel disastro ferroviario. È solo uno dei tanti volti di viareggini che ieri hanno voluto essere in aula con i familiari delle vittime del disastro ferroviario. E non sono mancati i ferrovieri, costituiti parte civile, presenti anche per nome e per conto dei colleghi che per difendere la sicurezza sui binari hanno dovuto affrontare lunghe vertenze legali. «La sentenza ci dice che non esistono “ferrovieri rancorosi”, come ha affermato in aula il legale di Moretti, Armando D’Apote», commenta l’avvocato Gabriele Dalle Luche: «Ma ferrovieri che esercitano fino in fondo la funzione di Rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza». —
D.F.
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