Sicurezza
Piagentini: «Sentenza che farà da spartiacque»
Una lunga giornata di attesa per la pronuncia del giudizio per quella che è una ferita mai rimarginata per Viareggio
VIAREGGIO. «La sentenza di oggi sarà uno spartiacque importante»: parla dal palco del cinema Centrale, Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, che riunisce i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Ad ascoltarlo una platea di sindacalisti Cgil, con la segretaria generale della Toscana, Dalila Angelini, e quello provinciale, Rossano Rossi. Che nel presentare Piagentini ricorda: «Lavoro è sinonimo di sicurezza». Seduto in platea c’è Riccardo Antonini, ex ferroviere, licenziato da Rfi - e da tre gradi di giudizio - per aver prestato la propria opera come consulente gratuito nell’incidente probatorio, a favore di una vittima della strage.
«Ferrovie continuano a sostenere che lungo i binari c’è sicurezza e non è vero», sono le parole di un Piagentini emozionato come poche volte è capitato di vederlo.
La battaglia de “Il mondo che vorrei” per la sicurezza lungo i binari d’Italia e di Europa non si è mai fermata. Unendo intorno al disastro ferroviario del 29 giugno 2009 le altre tragedie d’Italia che l’uomo avrebbe potuto evitare e così non è stato. Tanto che nel corteo del decennale della strage di Viareggio sfileranno anche i rappresentanti di alcune delle vittime della tragedia del crollo del ponte Morandi, a Genova, che in agosto celebrano il primo anno senza i loro cari.
«Il nostro appello» - così Piagentini, uno dei feriti più gravi tra le macerie di via Porta Pietrasanta e via Ponchielli, una vita senza più la moglie e due dei suoi bambini - «è a partecipare alla giornata del 29 giugno.In mezzo al corteo, mescolati a fianco dei familiari che arriveranno da tutta Italia, simbolo della stragi causate dal profitto».
Perché quanto accaduto nelle notte del gas che se ne va in giro sui binari e si trasforma in fuoco e morte, è «una ferita che nella nostra città non si è ancora rimarginata», sottolinea Piagentini. Ricordando il valore ampio del disastro ferroviario «che è stato un incidente sul lavoro». Come sancito dalla sentenza di primo grado che gli avvocati degli imputati - primi tra tutti quelli di “casa Fs” - hanno contestato e contestano con tutta la forza possibile.
«Ci dispiace che l'avvocato della sindacato non sia stato un valore aggiunto nel processo», ricorda Piagentini alla platea ed ai dirigenti sindacali. Perché «dall’altra parte i legali di parte civile si sono dovuto confrontare con 42 avvocati, dei migliori studi legali italiani». Anche se - è impossibile non sottolinearlo - una parte dei difensori di parte civile ha saputo fare “squadra”, procedendo come un sol studio. E si è vista su più passaggi la differenza.
Oggi, chi sarà a Firenze con i familiari delle vittime a Palazzo di giustizia, indosserà la magliette de “Il mondo che vorrei”. E sarà come se in quell’aula ci fosse tutta Viareggio. —
D.F.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
