Gioco
Commozione senza tempo per le vittime di Cardoso
Ieri le celebrazioni per ricordare i morti del 19 giugno di 23 anni fa Il sindaco Verona: «La comunità ha saputo trovare le energie per rinascere»
cardoso. Un dolore che non si ferma: le vittime di Cardoso ancora oggi richiamano all’impegno per una montagna più sicura in cui vivere, ma da continuare ad abitare. Sono passati 23 anni e nel silenzio della vallata all’ora della tragedia risuonano le campane a dare il via alle celebrazioni.
Sono gli uomini del paese a suonarle: non poterono suonare quel 19 giugno per avvisare dell’imminente tragedia la popolazione sorpresa sull’ora del pranzo da una pioggia anomala che trasformò un torrente che scorreva solitamente in un ammasso d’acqua che portava con sé detriti e macerie che si abbatterono sul paese. Tredici vittime a Cardoso, una mai più trovata, due bambini che non hanno potuto vivere la loro esistenza che si è fermata quel giorno. La tragedia poi si trasferì a valle a Ruosina, Seravezza e poi a Pietrasanta.
Non ci furono vittime negli altri paesi, ma i danni furono incalcolabili: ci furono i danni e migliaia di persone che si prodigarono perché la Versilia rialzasse la testa.
Al mattino in Comune di Stazzema sono state ricordate due figure fondamentali nella rinascita del territorio di Stazzema, Alex Moni, che da un container in piazza del Comune diresse per un anno l’assistenza alla popolazione ed Egidio Pelagatti, motore della nascita della Pubblica Assistenza di Stazzema e poi amministratore e vicesindaco fino alla sua scomparsa lo scorso anno. Erano presenti il consigliere di Pietrasanta Paolo Bigi e, l’assessore di Seravezza Dino Venè, presidente di Anpas Toscana Dimitri Bettini che assieme al sindaco Maurizio Verona ha consegnato un attestato in ricordo e ringraziamento.
La cerimonia si è poi spostata a Cardoso alle 13,45, nel momento in cui la furia delle acque iniziò a distruggere case e cose. Oltre al sindaco di Stazzema, l’assessore Vincenti di Cardoso, c’era il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella ed il consigliere di Pietrasanta, Antonio Tognini.
Quest’anno a Cardoso era presente anche l’associazione i Colori per la pace con alcuni pezzi del grande tappeto che il prossimo 12 agosto collegherà l’Ossario e la Chiesa di Sant’Anna di Stazzema: al Palazzo della Cultura in Cardoso si riuniscono infatti, le donne per cucire le migliaia di pezzi di stoffa che giungono da tutta Italia e non solo. Il tappeto è un simbolo della rinascita.
Nel pomeriggio il programma è proseguito con la staffetta della memoria in collaborazione con l’Atletica Pietrasanta Versilia che ogni anno dalla Foce del Fiume risale i luoghi maggiormente colpiti dalle acque, fino a Pontestazzemese da dove è partita la fiaccolata silenziosa sino alla Chiesa di Cardoso dove si è svolta la messa di suffragio.
«Abbiamo il dovere della memoria: questa comunità ha saputo trovato le energie per rinascere e continuare a vivere in questi luoghi - commenta il sindaco di Stazzema Verona - abbiamo ricordato degli amici e delle persone che in quei giorni si sono messe al servizio della nostra comunità per far trovare le risorse umane per rinascere. A noi amministratori spetta il compito di far vivere i nostri paesi in sicurezza, dare servizi, costruire occasioni di crescita per il territorio. Le vittime di quel giorno vivono sempre con noi e ci spingono ad impegnarci per fare sempre meglio: ricordare ci spinge a fare in modo che tragedie come quella di 23 anni non si ripetano». —
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