Il dolore
Bagnino denuncia balneare: «Mi ha minacciato di morte»
Il dipendente chiedeva il rispetto dell’ordinanza della Capitaneria che impone di segnalare l’assenza del guardiaspiaggia
FORTE DEI MARMI. Bagnino querela il titolare dello stabilimento balneare che lo ha assunto e che lo ha minacciato di morte nel corso di una discussione sul rispetto dell’ordinanza della Capitaneria relativamente alle mansioni dei bagnini. È finita così, negli uffici del commissariato di Forte della polizia di Stato, la vicenda che ha visto contrapposti un addetto all’assistenza bagnanti ed il balneare che lo ha assunto. A raccontare la vicenda è Massimo Dinelli, della Filcams-Cgil provinciale Lucca, intervenendo all’iniziativa organizzata dal sindacato confederale (segretario generale provinciale Rossano Rossi) al cinema Centrale di Viareggio per fare il punto sulla situazione del lavoro, sempre più precario e povero, in Versilia.
Il bagnino, chiamato dal titolare dello stabilimento balneare - ricostruisce Dinelli - «a svolgere mansioni di rimessaggio e chiusura della sdraio», ha chiesto al suo datore di lavoro di esporre in riva al mare la segnalazione di assenza del personale di guardiaspiaggia. Così come da ordinanza. «Il titolare ha risposto negativamente», ricostruisce il bagnino, e ne è nata una prima discussione. Ripresa il giorno dopo, «quando il bagnino ha detto chiaro al titolare dello stabilimento che una cosa del genere non avrebbero più dovuto accadere». A quel punto sono volate le minacce di morte e la vicenda «ha avuto necessità dell’intervento della polizia di Stato». Con il bagnino che ha sporto querela.
Il quadro che Dinelli descrive in relazione a quanto accade a chi lavora sulle spiagge della Versilia è fatto di «riposi saltati, straordinari non pagati, assenza di sicurezza». Eppure si tratta proprio «del e personale che su quelle stesse spiagge è al lavoro per salvare vite umane».
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