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Versilia

la cittÀ in lutto 

In fila a Villa Paolina alla camera ardente L’ultimo saluto a Giorgio Michetti

Marco dolfi
In fila a Villa Paolina alla camera ardente L’ultimo saluto a Giorgio Michetti

La sala aperta anche oggi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20 Domani pomeriggio alle 16 i funerali in Sant’Antonio

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Ieri in tanti hanno voluto rendere omaggio alla camera ardente aperta dall’assessorato alla cultura a Villa Paolina in onore del pittore Giorgio Michetti. La camera ardente resterà aperta anche oggi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, mentre i funerali si terranno alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio. Di seguito pubblichiamo invece il ricordo di Marco Dolfi, pittore e docente dell’Accademia di Carrara che di Giorgio Michetti era grande amico.



Marco dolfi

Con gli occhi buoni, disincantati di un bambino, ancora sognava il suo mondo ideale, fondato su valori umani. Ha sempre mantenuto l’entusiasmo e il candore giovanile e ha sempre dato ai giovani la lezione di apprezzare tutto il creato con le sue sfaccettature.

Michetti attraverso la pittura ci comunicava la sua umanità, la sua felicità; per lui la pittura è sempre stato vivere. Sapeva che ogni attimo di vita è un regalo grandissimo, viveva la pienezza della vita e ogni giorno ne rinnovava il miracolo.

Per molti l’anzianità ha un tono un po' triste, melanconico; per lui invece era il raggiungimento felice della piena saggezza. Nei suoi più che 100 anni di vita con le sue opere ci ha dimostrato tutto l’amore per l’umanità; infatti io credo che la qualità maggiore di questo pittore sia stata la bellezza della sua anima.

Come uomo ha avuto un grande cuore, pur sapendo che esistevano la cattiveria e il male; ma queste cose non lo hanno sfiorato perché ha vissuto con rigore la sua vita fatta di onestà, serietà e sentimenti di bontà e generosità.

Alla bontà umana forse oggi non ci crede più nessuno; invece è il maggior bene per chi l’abbia già una volta sperimentata. Soprattutto crederci senza arrendersi alle inevitabili difficoltà: questo è un dono per un mondo che rotola verso il nichilismo. Michetti con vivacità intellettiva ha avuto il fervore e l’entusiasmo di lottare e di fare, sempre con il sorriso di chi crede che il mondo possa diventare migliore. Ritengo che questo sia stato il suo segreto: un uomo rimasto semplice. Generoso, sincero, ha aiutato i giovani con i quali ha sempre ricercato un continuo colloquio.

Nella sua lunga vita si può dire che abbia attraversato un secolo di grandi innovazioni nel campo delle arti figurative, e non solo. Ha visto tutto: la guerra e la sua fine, la nascita della nostra repubblica, l’affermazione della radio, la nascita della televisione e infine internet. Ha attraversato un secolo quanto mai intenso, col risultato di essere un artista che ha acquisito un percorso tra avanguardia e tradizione.

Ha preso sicuramente da Viani e dalle correnti neocubiste e astratte. Ha elaborato una sua riflessione sulla lezione del passato e sulle avanguardie storiche e si è inserito nell’arte contemporanea con un suo linguaggio personale carico di passione e riflessione. Ha creato costantemente il suo mondo artistico intorno all’uomo e dentro l’uomo, in simbiosi con la natura. In poche parole narra sempre la medesima novella - quella dell’eterna danza fra la vita e la morte -; ed è qui che risiede il segreto e il mistero di ogni cosa.

Donne (l’esaltazione della bellezza, del senso della vita nel dramma di tutti i giorni), uomini, vecchi, fanciulli; l’amore, la solidarietà, l’amicizia ma anche la gioventù drogata, la violenza: tutti temi che Michetti ha trattato come vicende della vita dell’uomo senza mai calarsi nelle vesti di narratore o del decoratore perché sono sempre il disegno espressivo, la forza della pittura, il colore che si fondono con la luce e che sintetizzano i pochi tratti su un fondo ora grigio, ora colorato ma tutto vibrante di una delicata poesia. I suoi sono dipinti carichi di pathos, di energia, di contenuti e di invenzioni stilistiche. Con le sue immagini comunica agli altri la propria passione, la propria protesta e con i suoi dipinti ritorna alle antiche leggi del mestiere senza pur ignorare la lezione dei moderni.

Le opere di questo artista nella sostanza sono emozioni e immagini che evadono dalla banalità della più greve quotidianità; e questo secondo me è molto importante in un mondo che sempre più ha bisogno di poesia e di bellezza. In un mondo in cui ognuno sembra ed è sempre più solo, è inevitabile che la speranza si allontani.

Le circostanze della vita lo hanno portato a Milano, ma sono convinto che un pezzo di cuore gli era sempre rimasto attaccato alla sua Viareggio. Michetti aveva capito che c’è bisogno di affermare i valori di sempre; le conoscenze, le amicizie, i luoghi familiari, la semplicità, l’amore.

Questo è stato il suo grande messaggio per i giovani: Michetti è stato un uomo che merita l’apprezzamento proprio delle nuove generazioni di artisti che intravedono nell’arte un suo specifico ruolo di rilevante spessore culturale che ha avuto un notevole peso all’interno della nostra città; e non solo. —



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