Sicurezza
Fu lei a rispondere alla prima telefonata della strage di Viareggio
il ricordo
La sera del 29 giugno di dieci anni fa era in servizio alla centrale operativa del 118. E quella non fu una serata normale. Per tutti noi, ma per lei in particolar modo. Laura Giannoni era seduta alla sua postazione all’interno dell’ospedale Versilia quando - erano da pochi istanti scoccate le 23,50 - rispose alla prima telefonata che arrivava dall’inferno di via Ponchielli. Per lei riuscire anche solo ad immaginare cosa fosse accaduto a pochi chilometri di distanza dal suo posto di lavoro era impossibile. E quando si sentì dire che i binari della stazione di Viareggio erano esplosi e che bisognava mandare il maggior numero possibile di ambulanze perché stava bruciando tutto, forse non credette neppure alle sue orecchie. Anche se una conferma indiretta che qualcosa di orribile era accaduto arrivò negli istanti successivi, quando il centralino del 118 fu letteralmente tempestato di telefonate. E lei - insieme agli altri colleghi di quel turno - senza indugiare un solo istante, mise in moto la macchina dei soccorsi. Che si rivelò, anche per merito suo, efficiente. Tanto da essere presa come esempio in simulazioni di altri potenziali disastri.
Quella prima telefonata, alcuni mesi dopo il 29 giugno, divenne di pubblico dominio. Entrò negli atti del processo della strage, fu diffusa in radio e in televisione, è stata ripresa anche in alcuni lungometraggi dedicati al disastro ferroviario. Ebbene, di quella improvvisa (e non cercata) popolarità Laura non fu affatto contenta. Me lo confessò un giorno, quando le chiesi che effetto le aveva fatto risentire la sua voce in quei terribili momenti. «Avrei preferito che quelle registrazioni non fossero mai state divulgate. Però non ho niente da nascondere perché so di aver fatto bene il mio dovere. Così come lo avrebbe fatto qualsiasi altro mio collega che lavorava con me alla centrale operativa. Ma io avrei fatto volentieri a meno di questa notorietà». Ecco, lei era così. Lavorare duro - e bene - ma lontano dai riflettori. Ciao Laura... —
Claudio Vecoli
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