Sicurezza
Caso passi carrabili, il Tar dà ragione all’ex sindaco
Nove cittadini avevano chiesto di annullare le delibere della giunta ma il giudice respinge la richiesta e costringe nove cittadini a pagare le spese
Passi carrabili: il capitolo si chiude in favore dell’ex amministrazione di Franco Mungai. Il neo-eletto sindaco Alberto Coluccini si ritrova adesso nella situazione kafkiana di essere allo stesso tempo vincitore e sconfitto in un corto circuito ideologico che lo vede da una parte acerrimo nemico della delibera sulle autorizzazioni stradali, dall’altra è proprio colui che dovrà chiedere a nove cittadini 3mila euro di spese processuali. Un impiccio che lo vede stretto tra la propria campagna elettorale e il fatto che adesso è lui l’istituzione.
Tutto nasce dal fatto che il tribunale amministrativo di Firenze, dopo circa due anni e mezzo di attesa, finalmente si è pronunciato sulla scelta dell’amministrazione Mungai di chiedere la regolarizzazioni dei passi a raso a fronte di un pagamento di una somma di denaro pari a 85 euro. Una decisione che era stata fortemente osteggiata da alcuni cittadini che avevano addirittura fatto una simbolica occupazione del Comando della polizia municipale. Nove di queste persone avevano deciso di unirsi per chiedere l’annullamento della delibera di giunta che prevedeva «l'obbligo della presentazione della domanda di regolarizzazione a carico di tutte le persone fisiche o giuridiche aventi diritto reale sull'immobile asservito dal passo carraio, precisando che la regolarizzazione consiste in: presentazione di domanda di regolarizzazione dell'accesso, rilascio di concessione e posizionamento del cartello con l'indicazione di passo carraio».
Il tribunale di Firenze ha deciso di rigettare completamente il ricorso presentato dai cittadini ritenendolo «infondato»: non ci sarebbe infatti alcuna irragionevolezza nel richiedere la regolarizzazione dei passi a raso, né alcuna incongruità nella richiesta del denaro, né infine alcun tipo di obbligo di mettere il cartello di passo carrabile. Ovviamente questa cosa ha suscitato un vespaio di portata comunale, considerando proprio che il sindaco è stato alla testa del comitato contro i passi e lui stesso si era presentato più volte in sala consiliare con la maglietta della protesta. Adesso si ritrova, suo malgrado, dall’altra parte della barricata e con una decisione che dovrà far rispettare. È evidente che ci dovrà essere anche un parziale dietrofront, per altro già annunciato nella giornata di ieri, sul fatto che ha più volte annunciato che la delibera sarebbe stata cancellata dalla propria amministrazione nei primi cento giorni.
A gioire di tutto questo è invece l’ex sindaco Mungai: «La nostra era una regolarizzazione delle situazioni in contrasto con quanto previsto dal codice della strada - ha detto - Come più volte spiegato anche allo stesso Coluccini (ma non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire) non è stata istituita nessuna tassa sui passi carrabili. Sono stati regolarizzati circa 2.300 passi a fronte dei poco più dei 200 regolari iniziali. E ora come la mettiamo? - aggiunge Mungai - E’ stato detto in campagna elettorale dagli attuali amministratori che sarebbero stati tolti i passi carrabili, che vuol dire?Come si poteva pensare che un tribunale censurasse un provvedimento che agevolava il rispetto di una legge nazionale? La politica urlata, degli slogan, non premia, i cittadini hanno eletto i loro rappresentanti perché fossero al servizio della collettività e si aspettano che lavorino per risolvere i loro problemi, la campagna elettorale è finita adesso». —
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