Sicurezza
I balneari: «Forte non è Ibiza stop alle feste modaiole»
Il presidente dell’associazione attacca i colleghi che organizzano mega eventi «Non trasformino la nostra spiaggia in grandi discoteche all’aperto»
FORTE DEI MARMI. Forte dei Marmi non è Ibiza. Forte dei Marmi è Forte dei Marmi, il buen retiro di politici, imprenditori e calciatori. Il paese a misura di bambino, dove la spiaggia è un po’la seconda casa, il luogo di relax, sole, e anche coccole. Quasi lo grida, il concetto, Martino Barberi, presidente dell’associazione dei balneari, che, a estate appena iniziata, ha già strigliato alcuni colleghi. Di nomi, non ne fa.
«Come ogni anno – commenta Barberi –, l’arrivo di nuovi investitori sulla nostra costa, ci ripropone il solito problema della coesistenza tra la tradizione e l’innovazione. Ci piace sottolineare come i nostri stabilimenti siano diventati appetibili negli anni, proprio perché ancorati ad un certo modo di concepire la spiaggia. La nostra forza è sempre stata quella di essere diversi, di non omologarci alle tendenze fugaci e modaiole che hanno reso molti luoghi di villeggiatura, tutti uguali. La capacità attrattiva delle nostre spiagge, anche per i grandi investitori, è nata da un’idea semplice, di stabilimenti a conduzione familiare in cui era la famiglia il fulcro a cui tutto intorno ruotava. Una spiaggia a misura di bambino, dove la sicurezza è la priorità e non il saper far bene uno spaghetto (per quello abbiamo tanti validi ristoratori nel paese). La nostra associazione vuole ribadire con forza la volontà di essere parte di un sistema paese, senza prevaricare, senza avere posizioni di rendita, senza avere privilegi veri o presunti se non quello di essere al vertice di un territorio che dal mare nasce e ad esso sempre ritorna. Siamo per ridurre il numero delle feste, per evitare che 100 stabilimenti si trasformino in 100 ristoranti, per evitare discoteche a cielo aperto a tutte le ore, per scongiurare una Sant’Ermete di fuochi d’artificio ogni sera e per limitare tutto quello che può arrecare problemi a noi e a chi vive il Forte con noi. Innovare nella tradizione è possibile, chi ci vuole come gli altri vuole la nostra fine e noi non lo permetteremo».
In riferimento al nuovo regolamento degli arenili approvato nei giorni scorsi, l’associazione dei balneari interviene dicendo che «viste le frequenti new entry sul mare, era forse auspicabile un piano più restrittivo e preciso, che non desse adito a dubbi o a interpretazioni. Chi vuole fare Ibiza al Forte però è bene che vada ad Ibiza e lasci lavorare chi lo sa fare, come meglio crede. Investire milioni al Forte, per poi criticarlo è sciocco e oltraggioso. Se il paese esercita una forte attrattiva sugli investitori lo fa grazie a quello che è, ed è sempre stato, non certo per quello che vorrebbero diventasse. Qui ci siamo salvati perché non ci siamo mai omologati, chi vuole Ibiza è la che deve andare».
E proprio l’entrata in vigore di questa raccolta di norme che regolano la vita in spiaggia, assieme alle proteste per un concerto di alcune sere fa in uno stabilimento balneare di Forte dei Marmi dove sono arrivati anche i vigili urbani (ma solo per un controllo), che ha avuto strascichi polemici ha fatto saltare il banco dei social dove le polemiche si sono incrociate e sono esplose. E il primo a esplodere è stato proprio il presidente dei balneari. —
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