Gioco
Addio Giorgio, 106 anni vissuti tutti d’un fiato fra pennelli e cartapesta
Da ragazzino il padre gli regalò tavolozza e cavalletto per invogliarlo a dipingere E in più di un secolo di vita si è dedicato alla pittura e all’amato Carnevale
Claudio Vecoli
Centosei anni di storie, ricordi, aneddoti. Centosei anni vissuti con passione, entusiasmo, gioia di vivere. Centosei anni completamente immersi fra i suoi pennelli, le sue tele, in mezzo ai colori. Giorgio Michetti se ne è andato ieri mattina al termine di una vita intensa, vera, mai banale. E vissuta tutta d’un fiato fino all’ultimo giorno.
L’altro figlio
del farmacista
Figlio di un farmacista (come Mario Tobino, altro viareggino illustre di cui è stato amico soprattutto negli anni dell’adolescenza e della giovinezza), Giorgio era il quarto di sette fratelli. E già all’età di sei anni, il padre Ulisse gli regala una tavolozza e un cavalletto, incoraggiandone la sensibilità artistica ereditata dalla madre Margherita Giberti. Con i quali inizia le prime esperienze nel campo della pittura. Da buon viareggino – destino per altro comune ad altri importanti artisti come Renato Santini, Eugenio Pardini, Danilo Di Prete, Inaco Biancalana e, più avanti, Mario Francesconi e Giovanni “Menghino” Lazzarini – il suo primo approccio con l’arte è legato al mondo del Carnevale. Così, ancora poco più che ragazzino, negli anni Trenta, si cimenta nella sua prima esperienza assoluta nel mondo della cartapesta. E presenta il bozzetto (regolarmente approvato) della maschera isolata “Taddeo e Veneranda”. Ma il giovane Michetti non è ancora molto pratico con la cartapesta, all’epoca modellata “in diretta” e dunque senza stampi e forme. Alla fine il mascherone è così pesante che il portantino si rifiuta di farla sfilare in corso.
nel mondo
del carnevale
Lasciata Viareggio prima per gli studi a Roma (dove frequenta il Liceo artistico e l’Accademia), poi per seguire la famiglia a Peschiera del Garda (dove si trasferisce al seguito di Mario, il fratello maggiore, dopo la morte del padre Ulisse), ritorna nella sua città natale durante la Seconda guerra mondiale. E riprende a frequentare gli amici pittori viareggini, alcuni dei quali – Santini e Di Prete – già inseriti nel mondo del Carnevale. Ed è proprio in questo periodo che torna a misurarsi con la cartapesta: prima dando una mano nell’hangar di Tono D’Arliano, suo grande amico; quindi firmando in prima persona due opere, stavolta regolarmente sfilate sui viali a mare. Il debutto assoluto al Carnevale di Viareggio risale al 1948, quando si presenta in concorso – in coppia con Mario Veronesi – con la mascherata di gruppo “Candidate Miss Carnevale”. E proprio quell’anno debuttano in coppia, nella stessa categoria, anche Arnaldo Galli e Silvano Avanzini. In questo periodo viareggino il rapporto con il Carnevale è intenso e proficuo. E già nel 1949 vince a mani basse – sempre fra le mascherate di gruppo – con “Allegria express”, un allegro trenino che conquista pubblico e giurie. E a sottolineare la riuscita della mascherata, la giuria decide di non assegnare il secondo premio e piazzare tutti gli altri dal terzo posto in poi.
Milano e la pittura
Ma la vera passione di Giorgio Michetti, più che la cartapesta, è la pittura. E così negli anni a seguire lascia l’impegno in prima persona nel Carnevale, anche se continua a dare una mano agli hangar al fianco dell’amico Tono D’Arliano. Nel frattempo continua a dipingere e a farsi apprezzare. Anche se - insieme all’amico Uberto Bonetti, papà di Burlamacco ma anche pittore futurista di primo piano – realizza molti bozzetti dei carri per conto dei costruttori viareggini.
Dal 1961 Giorgio Michetti lascia nuovamente Viareggio per trasferirsi a Milano, dove resterà per trent’anni. Ed è qui che farà il vero salto di qualità divenendo uno degli artisti più apprezzati del periodo. Il suo linguaggio pittorico, basato sulla riscoperta della tecnica dell’affresco, lo porta ad eseguire alcune importanti opere pubbliche. Fra queste il palazzo comunale di Rosignano Marittimo e Seregno, ma anche la casa natale di Pio XI a Desio o una chiesa a Peschiera del Garda. Però è intensa anche la sua attività nelle gallerie italiane e straniere. La prima mostra di successo, ad esempio, risale al 1966 a Lugano, in Svizzera. Ma le sue opere sono state esposte anche a Milano, Grado, Treviso, Siena, Imperia, Prato, Catanzaro, Berna, Lecce, Locarno e in tanti altri ancora.
Il ritorno a Viareggio
Chiusa la lunga parentesi milanese, nel 1991 fa rientro nella sua Viareggio. Dove continua a dipingere nella sua casa-studio di via San Francesco. E, quasi naturalmente, si riavvicina al mondo del Carnevale. Dapprima come “esterno”, firmando una serie di disegni e cartoline (fra cui una serie per il CarnevalDarsena), poi - alla veneranda età di 92 anni - firmando il suo primo manifesto ufficiale per il Carnevale 2005. Un’esperienza che Giorgio Michetti ripeterà anche nel 2017 - a 104 anni - con un secondo manifesto ufficiale che esalta il lato femminile del Carnevale. E l’anno successivo proprio Il Tirreno ha il privilegio di inaugurare la sua collezione di manifesti del Carnevale di Viareggio dedicati ai lettori con un suo splendido disegno che è diventato un vero e proprio oggetto da collezione. —
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