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STAZZEMA 

Verona: via alla revisione del piano strutturale

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STAZZEMA. La nuova giunta del Comune di Stazzema ha approvato come primo atto del mandato amministrativo la delibera “Formazione del nuovo piano strutturale comunale e del piano operativo comunale”, atto di indirizzo che prevede la revisione del piano strutturale. Una promessa fatta in campagna elettorale che prende subito corpo come primo provvedimento della nuova amministrazione: la delibera dà il via al percorso per procedere alla formazione del nuovo piano strutturale comunale e piano operativo comunale al fine di garantire uno sviluppo del territorio in linea sia con la normativa vigente sia per il raggiungimento degli obiettivi di programma che la nuova amministrazione si è prefissata.

La formazione dei nuovi strumenti - si legge in una nota del municipio - permetterà di andare incontro alle esigenze del territorio e della popolazione mediante la valorizzazione delle diverse potenzialità che il Comune di Stazzema ha nella proprie radici e nella propria cultura in un’ottica di sviluppo nel rispetto dei valori fondanti, tra cui possiamo ricordare in via esemplificativa il territorio rurale e i nuclei storici, il tutto associato agli aspetti turistico ricettivi. Dopo questo atto inizierà un percorso partecipato che porterà alla approvazione del piano con un occhio di riguardo alla valorizzazione del territorio e allo sviluppo delle attività legate anche al recupero della terra e alla produzione.

«Lo avevamo detto ai cittadini nei mesi di ascolto e di avvicinamento al voto - commentano il sindaco Maurizio Verona e l’assessore all’urbanistica Alessio Tovani - e partiamo in questo percorso di revisione del piano. Avevamo sempre detto che il piano esistente non era adeguato alle esigenze di cittadini e imprese e non abbiamo voluto perdere tempo: vogliamo un piano che dia le risposte che i cittadini attendono per poter continuare a vivere nei nostri borghi le loro vite e che vada incontro anche a chi vuole sviluppare un turismo sostenibile o sviluppare attività legate alla produzione agricola e all’allevamento. Dobbiamo tenere conto di un nuovo quadro normativo di riferimento ma abbiamo bisogno di uno strumento che sia un incentivo a rimanere in questi luoghi, abitarli e valorizzarli. Siamo all’inizio e siamo fiduciosi che da un confronto con tutte le altre possiamo costruire uno strumento adeguato alle necessità del territorio». —



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