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Farmaco introvabile, la Regione acquista delle maxi-scorte contro il Parkinson
Caso sollevato da un commerciante tramite “Il Tirreno”. L’assessore Saccardi: «Anche il ritiro sarà più semplice»
«Non accadrà mai più che si verifichino carenze o comunque difficoltà di approvvigionamento per i farmaci contro il morbo di Parkinson». Ad assicurarlo è la Regione dopo il caso sollevato dai malati. Tra questi il commerciante di Lido Roberto Palmerini, che si era rivolto al Tirreno perché non riusciva più a trovare il Sinemet, essenziale per lui e per altre centinaia di versiliesi.
«Con una delibera approvata su proposta dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – si legge in una nota – la giunta ha fissato una serie di misure grazie alle quali i pazienti potranno sempre trovare i farmaci necessari, nella farmacia sotto casa, o nelle farmacie ospedaliere. La delibera arriva in seguito a numerosi episodi di indisponibilità dei farmaci destinati alla terapia cronica dei pazienti affetti dalla malattia di Parkinson». Tra questi anche Palmerini.
Molteplici, dicono dal settore politiche del farmaco della Regione, i motivi di queste carenze: «In Italia questi farmaci hanno un costo basso, e spesso i grossisti li dirottano verso altri Paesi, dove hanno un prezzo per loro più remunerativo; allora accade che in certi momenti il farmaco non si trovi, e dunque parte la corsa all’approvvigionamento nei momenti in cui invece è disponibile nelle farmacie. Tutto questo provoca ansia e paura nei pazienti, che costantemente temono di restare senza terapia».
«Per questo – spiega l’assessore Stefania Saccardi – abbiamo deciso di attuare una serie di misure per garantire la continuità terapeutica di questi trattamenti farmacologici essenziali e non altrimenti sostituibili. La Regione Toscana è stata la prima a farsi carico e ad affrontare con soluzioni concrete questo problema che si è verificato su tutto il territorio nazionale».
Nel dettaglio l’Estar, l’ente regionale che si occupa delle forniture in sanità, «dovrà assicurare e garantire, in tutti i magazzini regionali farmaceutici e aziendali, adeguate scorte di ciascun principio attivo, che oltre alla gestione ordinaria consentano anche di coprire il fabbisogno nei casi di criticità o di emergenza dovuti alla temporanea carenza delle terapie farmacologiche essenziali. Il settore politiche del farmaco dell’assessorato verificherà questi adempimenti. Poiché la terapia spesso è basata sull’utilizzo di diversi farmaci, i medici specialisti neurologi, geriatri o che comunque operano nelle strutture di riferimento della rete assistenziale per la malattia di Parkinson, potranno predisporre per i loro pazienti un programma terapeutico per ritirare in regime di erogazione diretta tutti i farmaci mensilmente, oppure anche solo quanto necessario a coprire periodi di scarsa reperibilità del farmaco nell’ambito territoriale. Il programma terapeutico avrà una validità di 6 mesi, ma sarà eventualmente rinnovabile per le terapie stabilizzate. I medicinali da erogare saranno comunque quelli resi disponibili da Estar e utilizzati quotidianamente nei nostri ospedali».
«Per l’accesso e il ritiro del farmaco presso le farmacie - si conclude - sarà comunque sufficiente il programma terapeutico rilasciato dagli specialisti, senza necessità di ricetta da parte del medico di medicina generale. Comunque i pazienti con ricetta del medico di famiglia che non trovassero il farmaco nelle farmacie convenzionate, potranno ugualmente rivolgersi alle farmacie di continuità ospedaliere». —
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