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Furti ripetuti al cimitero: la Misericordia corre ai ripari
VIAREGGIO. «I furti al cimitero? È diventata una cosa di tutti i giorni». Parola di Riccardo Mirarchi, vice presidente della Misericordia di Viareggio, proprietaria di uno dei cimiteri cittadini, quello nel quale si trova il mausoleo che accoglie le tombe di una parte delle 32 vittime del disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009. Presi di mira, a più riprese, sia il cimitero comunale che quello della Misericordia, e ad essere presi di mira sono gli oggetti che i parenti dei defunti lasciano sulle tombe, soprattutto su quelle dei più piccoli tra i defunti.
«Chi va a rubare al cimitero», sono ancora le parole del vice presidente dell’Arciconfraternita, «vuol dire che è arrivato davvero in fondo». Dal conto suo la Misericordia di Viareggio sta valutando il da farsi: «Abbiamo installato una luce dotata di crepuscolare. Se si avvicina qualcuno si accende», spiega Mirarchi al Tirreno. Tra le ipotesi allo studio anche quella di installare «un allarme collegato ad un Istituto di vigilanza». Almeno per gli uffici, «perché se i ladri sono dentro all’area cimiteriale è davvero difficile che la vigilanza privata possa intervenire».
Il problema dei furti che alla fine sono solo vandalismi perché non portano alcun bottino nelle tasche di chi li commette è diffuso un po’ in tutta la città che si affaccia alla stagione estiva con una richiesta forte di maggiore sicurezza. —
D.F.
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