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Coppia italiana occupa una casa in via delle Catene
VIAREGGIO. In via delle Catene rimane occupato l’appartamento al piano terra dove si è insediata una coppia di italiani che ha gettato nel cortile i vecchi mobili all’interno dell’abitazione di proprietà del Comune di Viareggio. Da qualche giorno l’abitazione è tornata ad essere dotata di energia elettrica grazie ad un contratto telefonico che la coppia avrebbe siglato, come sarebbe stato appurato da polizia municipale e polizia di Stato intervenute sul posto.
Martedì in consiglio comunale è stata respinta la mozione presentata dalla Lega, con l’adesione dei 5Stelle, per la «soluzione delle problematiche di interruzione erogazione del gas in via Paladini e via delle Catene ». Nove i no della maggioranza e 7 i sì alla mozione dall’opposizione, con il Pd astenuto. Il dirigente del Comune, Giovanni Mugnani, ha inviato al consiglio una nota riassuntiva della situazione dei due immobili. Documento che è tra gli atti consegnati a Maria Pacchini, consigliera della Lega, dopo che nel corso della seduta il capogruppo Massimiliano Baldini si è così espresso: «Abbiamo fatto richiesta degli atti per capire come stavano le cose dal punto di vista tecnico e non li abbiamo ottenuti. Ribadisco che quei documenti li vogliamo. Perché vogliamo capire se in questa vicenda ci sono delle responsabilità e chi le ha. Perché quello che è successo non è accettabile».
I disservizi - così ha spiegato Mugnani - «non dipendono da mancati o ritardati pagamenti da parte dell’Ente che ha sempre adempiuto alle proprie obbligazioni, ma dai rapporti intercorrenti tra i diversi soggetti facenti parte della Rete temporanea di impresa e coinvolti a vario titolo nell’erogazione della fornitura per i quali il Comune può intervenire attraverso l’applicazione delle penali ». Il Comune ha più volte scritto al Consorzio nazionale Servizi cooperativa, mandatario della Rete temporanea di impresa tra “Primavera Spa”, “Termotecnica 6000 Srl”, “Sof Spa”, “Gi-One Spa”, conteggiando l’ammontare delle penali (124.300 euro nella sola comunicazione di aprile). «Ancora oggi», scrive Mugnani, è in corso il contraddittorio con l’azienda per la determinazione definitiva delle penali». Ma dai documenti forniti non arriva alcuna spiegazione sul ripetersi dei disservizi e nessuna rassicurazione sul fatto che non accada mai più. —
D.F.
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