Il Tirreno

Versilia

sindacato 

Un patto per un lavoro di qualità: la proposta Cgil

Donatella Francesconi

Martedì 18 giugno alle 21 al cinema Centrale l’iniziativa pubblica “Te la racconto io Viareggio: l’altra faccia della medaglia”

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Raccontare Viareggio (e la Versilia) attraverso gli occhi del mondo del lavoro, di chi conta sulla disoccupazione, di chi fa la fila ai Patronati per il reddito di cittadinanza, di chi lotta quotidianamente da precario od è costretto a fare i conti con salari da 4/5 euro l’ora, nella nautica ma anche nel commercio e nel turismo. È l’iniziativa - dal titolo “Te la racconto io Viareggio. L’altra faccia della medaglia. Storie di lavoro” - che la Cgil organizza per martedì 18 giugno al cinema Centrale (alle 21). Introduzione di Rossano Rossi, segretario generale della Cgil provinciale, interventi di lavoratrici e lavoratori, conclusione di Dalila Angelini, segretaria generale Cgil toscana, con la partecipazione di Fiamma Negri (attrice, autrice e formatrice) e Giusy Salis (autrice).

Al termine dell’iniziativa, aperta a tutta la città e alla quale sono stati invitati sindaco e amministrazione, «chiederemo l’apertura di un confronto», spiega Rossi in compagnia di Paolo Puccinelli, funzionario Cgil Versilia e Fabrizio Simonetti, coordinatore della Cgil Versilia. Un confronto che possa portati i territori e tutte le loro componenti ad una sorta di “patto” per il lavoro e lo sviluppo. «Un lavoro di qualità», è l’obiettivo il sindacato mette sul tavolo del confronto, «che diventa anch’esso valore aggiunto per chi vive e soggiorna in questi luoghi e per chi usufruisce dei servizi o acquista dei prodotti, entrambi frutto di un patrimonio professionale figlio della capacità e della sapienza di anni di tradizione».

Oggi, non è sempre così, sottolinea la Cgil: «C’è anche un’altra faccia della medaglia, che rivela un territorio pieno di contraddizioni, dove a bellezza, lusso e ricchezza si contrappongono troppo spesso miseria e sfruttamento». Un esempio per tutti, di stagione: i tanti ragazzi che il fine settimana lavorano in bar, ristoranti, pub, hotel, stabilimenti balneari non assicurati e pagati al nero perché in prova. Prova che il lunedì apprendono di non aver superato ed il fine settimana successivo tocca ad altri con la stessa formula.

Il tutto in attività che a Viareggio spesso insistono e vivono su concessione pubblica (nautica, pinete, Marine, Passeggiata, stabilimenti balneari): «Le concessioni demaniali per finalità turistico ricreative e commerciali dovrebbero vincolare i concessionari ad una occupazione di qualità, rispettosa di leggi e contratti nazionali».

Nel turismo e nella nautica, la cui produzione è fiore all’occhiello per la città, ma quando si fa l’analisi della forza lavoro il risultato è che «prima della crisi il rapporto tra i lavoratori diretti ed indiretti era di 1 a 3, mentre adesso il rapporto fra i circa mille diretti e gli indiretti arriva anche 1 a 10». E sono - il dato è significativo - 1.400 le imprese che a Viareggio operano intorno alla nautica. Il rischio dal quale la Cgil mette in guardia è alto: «Il rischio concreto che della Viareggio “centro internazionale della nautica e patria dei maestri d’ascia e calafati” non resti che un flebile ricordo.

Invertire la tendenza è possibile, sono le parole di Rossi: «Soprattutto se al confronto che chiediamo staranno tutti i soggetti interessati. Amministratori pubblici compresi». —

Donatella Francesconi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini