Lutto
Pizzeria troppo calda, la lite ora finisce in tribunale
I vicini della Fascina hanno protestato per l’eccessivo calore dal forno di sotto. Il legale della proprietà: «Disposti a risolvere il problema, ma a settembre»
LIDO DI CAMAIORE. Quel forno si trova lì da 30 anni ma solo ultimamente ha cominciato a emanare un caldo insostenibile, non tanto al pizzaiolo che inforna a serata pizze su pizze ma ai vicini del piano di sopra. Il problema è un’immissione di calore eccessiva che rende impossibile vivere al piano di sopra. Se d’inverno può essere tollerata, d’estate il forno si trasferisce al piano di sopra, alla faccia del sonno di chi ci vive.
È questo il quadro che si presenta sopra alla pizzeria La Fascina sul viale Colombo a Lido di Camaiore. La questione è spinosa, e ovviamente la proprietà e i residenti hanno preso entrambi degli avvocati per redimere il contenzioso. Ma il problema non si risolverà fino a settembre.
Tutto è partito dalla denuncia degli inquilini del piano di sopra della pizzeria che, come detto, denunciavano un calore insopportabile provenire dal basso, dal forno della Fascina. Sono dunque intervenuti i tecnici della prevenzione dell’Unità Funzionale Igiene Pubblica e Nutrizione. Si parla del 10 agosto 2018, nove mesi fa. Gli esperti hanno fatto una sopralluogo al primo piano con l’attrezzatura e hanno fatto i rilievi ed è venuto fuori che il caldo è reale: «un evidente riscaldamento del pavimento del corridoio con il conseguente propagarsi dell’aria calda in tutti gli ambienti dell’unità immobiliare rendendo difficoltosa la permanenza nella stessa in particolare nella stagione estiva», questo il risultato della perizia.
I tecnici hanno proposto di mettere in atto soluzioni tecnologiche per eliminare questo riscaldamento anomalo dell’appartamento. Viene dunque emessa una un’ordinanza urgente affinché questo problema venga risolto.
«Il problema è che questa ordinanza - spiega l’avvocato Elisa Vannucci Zauli che difende la proprietà della pizzeria insieme al collega Gianluca Santini - è arriva a maggio. Quindi l’abbiamo contestata e abbiamo ottenuto l’annullamento in favore dei nostri clienti».
La questione è che adesso i tempi per non sentire il caldo estivo sono un po’ stretti: la pizzeria, che in questo momento è stata affittata a un gestore, è nel pieno del lavoro proprio ora che sta cominciando l’estate: «C’è da evidenziare - spiega l’avvocato - che quel forno si trova lì da almeno tre decenni: fino a questo momento non c’erano state segnalazioni di questo tipo. Evidentemente sono state apportate delle modifiche ai piani superiori che hanno portato a una percezione diversa del caldo che deriva da quel forno. Dobbiamo chiarire questo aspetto per capire in che punto sta la colpa dei miei clienti».
Ma la posizione dei proprietari della pizzeria non è ostile: «Siamo disposti chiaramente a fare la nostra parte nella misura in cui ci spetta - conclude l’avvocato - tuttavia adesso diventa complicato perché l’attività sta lavorando e comunque non avremo il tempo per porre fine al disagio subito. Già da settembre siamo disponibili a discutere le nostre ragioni e a metter mano alla questione».
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