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Furti nei reparti dell’ospedale Versilia. L’Asl: «Aumenteremo le guardie giurate»

Melania Carnevali
Furti nei reparti dell’ospedale Versilia. L’Asl: «Aumenteremo le guardie giurate»

L’annuncio dell’azienda sanitaria dopo l’ultimo toccante caso: verrà potenziata la vigilanza nella fascia pomeridiana

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VIAREGGIO.  Prevenire furti in «qualsiasi angolo dell’ospedale», secondo l’Asl, «è impossibile», essendo «un luogo aperto e frequentato da molte persone». Però, assicura l’azienda sanitaria, la vigilanza aumenterà ancora. Oltre alle 143 telecamere presenti in reparti, corridoi, sale di attesa e parcheggi, al presidio fisso del commissariato di polizia e ai due vigilantes operativi dal pomeriggio alla mattina, la sicurezza verrà potenziata con altre guardie giurate, probabilmente due, che si occuperanno della fascia adesso scoperta, cioè dalla mattina al pomeriggio.

Rubati i ricordi

Almeno questa è l’intenzione, forse anche una promessa, della direzione ospedaliera e di quella aziendale, dopo l’ultimo (toccante) furto avvenuto dentro le mura dell’ospedale. È accaduto un mese fa ormai. Il 9 maggio, in uno dei reparti più delicati (ma anche all’avanguardia) del Versilia: quello dove vengono curate le gravi lesioni neurocerebrali. Qui, fino a poco tempo fa, era ricoverata Ilenia, una diciannovenne travolta lo scorso febbraio da un’auto a Sesto Fiorentino e rimasta a lungo in coma. Dopo il risveglio, era stata trasferita qui, nella struttura di Lido di Camaiore, per la lunga riabilitazione. La mattina del 9 maggio, la mamma, Carmela Labianca, era nella sala d’aspetto del reparto in attesa che si aprisse il passo, alle 12. 30. Alle 12. 25 si è avviata verso la camera della figlia, per prenderla e accompagnarla fuori, sulla sedia a rotelle, dove la aspettavano i parenti. Ma quando è tornata la borsa non c’era più. Era sparita, insieme al telefonino con cui aveva ripreso il dolce momento del risveglio della figlia dal coma. Il fatto è stato reso noto solo ora dal padre, Francesco Giovanni Garofalo, che ha lanciato un appello per riavere almeno le foto e i video ricordo. Quelli dove hanno immortalato il momento più bello della loro vita: la rinascita della figlia.

Due furti al mese

Non è sicuramente il primo furto all’interno dell’ospedale Versilia, che, alla fine, è un luogo pubblico come un altro (per i ladri, s’intende). Stando alle denunce presentate alle forze dell’ordine, di furti, all’interno della struttura, ne vengono commessi in media due al mese. E i ladri, secondo gli inquirenti, potrebbero essere utenti oppure amici o familiari in visita a persone ricoverate. L’ultimo furto – denunciato ai carabinieri di Lido di Camaiore – è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Che sono tantissime: 143, appunto, circa 110 all’interno, le altre nei parcheggi. L’azienda sanitaria è sicura che si tratti di una persona esterna (non un dipendente quindi), anche se trovarlo non sarà così semplice. La speranza è che qualcuno lo riconosca dal fermo immagine che Il Tirreno pubblica. I militari, infatti, non possono identificarlo dalle immagini.

I progetti dell’Asl

«La direzione ospedaliera, di concerto con la direzione aziendale è però impegnata ad aumentare le misure di prevenzione e sorveglianza», informa Asl con una nota. Il progetto è quello di aumentare la vigilanza interna. Attualmente, oltre al presidio di polizia, ci sono solo due guardie giurate, che entrano nel pomeriggio e rimangono tutta la notte. È ancora scoperta quindi la fascia dalla mattina al primo pomeriggio, la stessa dove è stato commesso l’ultimo furto. Ma presto, con tutta probabilità, non lo sarà più.

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