Il lutto
Con Elisa nel cuore la Tirreno-Adriatico che promuove la sicurezza stradale
Parte il 21 giugno la ciclopedalata che arriverà a Cesenatico I genitori: «La nostra battaglia perché non accada più»
Quattro anni fa e quella frase, l’ultima, uguale a tante altre, un attimo prima di uscire di casa: «Mamma, come sto?». Monica Di Vita, nel quarto anniversario della morte di Elisa, a soli 20 anni, ricorda: «L’ho rivista sul letto dell’ospedale, a Livorno». Dopo quello squillo nel telefono con la voce che dall’altro capo, senza pietà, dice: «Vostra figlia è in coma. Venite», come ricorda papà Stefano Pezzini. Madri, padri, famiglie di Viareggio che hanno trasformato il proprio lutto in una battaglia di sicurezza: sulla strada, nel caso della Fondazione “Il sorriso di Elisa”: sul lavoro nel caso del comitato “Matteo Valenti”; sui binari d’Italia per “Il mondo che vorrei”. Storie che si intrecciano, con lo striscione dedicato ad Elisa appeso alla rete del campo Basalari dove si gioca la decima edizione del Torneo dei quartieri, organizzato nel Mese della memoria che porta dritti all’anniversario del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. «Una nostra squadra che indossa sulle magliette il cuore simbolo della Fondazione», ricorda papà Stefano, partecipa al torneo di beach soccer “Matteo Velenti”».
Lo sport - Elisa era stata ginnasta, undicesima a livello nazionale, insignita del Premio sport “Città di Viareggio” - è lo strumento che i suoi genitori hanno scelto per portare in giro in tutta Italia il messaggio di sicurezza sulle strade. Lo stesso che è arrivato dritto al cuore dei ragazzini che hanno affollato la Cittadella del Carnevale, sabato sera, al cui ingresso hanno trovato il motorino di Elisa, così come è rimasto da quella notte di sangue di 4 anni fa. «Tra vent’anni», è la forza della voce di papà Stefano, «voglio essere indicato come unico esemplare in vita di genitore di vittime della strada».
Così, il 21 giugno mattina, dalla piazza principale di Camaiore, parte la “Pedalata Tirreno-Adriatico per la sicurezza stradale”, che raggiungerà Cesenatico. Facendo tappa a Signa, per un incontro con i ragazzi e a Scopeti. Dove Marco Cavorso - il padre di Tommaso, ciclista mugellese esordiente e molto promettente, falciato da un’auto a nemmeno 14 anni durante un allenamento in bici nel 2010 - ha dato il vita alla battaglia “Un metro e mezzo di rispetto”, nel senso della distanza minima che un’auto deve tenere nel sorpassare un ciclista. L’arrivo è previsto a Cesenatico, ed intorno all’iniziativa si sono stretti, oltre a molti personaggi dello sport, Stefano Guarnieri, che con l’associazione dedicata al figlio Lorenzo è stato catalizzatore e motore della battaglia per la legge sull’omicidio stradale, Roberto Sgalla, ex Direttore centrale delle specialità della polizia di Stato e Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno. Un’iniziativa che rientra nel progetto “Safe2go Io rispetto le regole”, pensata e voluta insieme alla Gran Fondo della Versilia e alla Nove colli, la più affollata delle Gran Fondo.
Elisa nel racconto dei suoi genitori, nelle amiche a cena con la madre nella sera del quarto anniversario della morte, e nelle vite che ha regalato. «Nostra figlia», è la voce di mamma Monica, «ha donato le cornee, parte di osso, la pelle della schiena, cuore, reni, fegato, polmoni». Elisa in quell’olivo che cresce fuori dal liceo Scientifico di Viareggio, piantato nel giorno del suo compleanno. Elisa nel lavoro che i suoi genitori fanno con le scuole. Ultimo quello di quest’anno, con il liceo “Chini”: una borsa di studio al video migliore sul tema della prevenzione degli incidenti stradali, da veicolare attraverso i canali tv. Elisa, nell’amore immenso di tutti coloro che le hanno voluto bene, e che oggi rilanciano il grido di Monica e Stefano: «Mai più». —
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