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Per lo smaltimento dei pesci morti nel fosso «si va per avvocati»

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camaiore. Per il momento marciranno a lato del fosso in alcune buste, i quasi dieci chili di pesci morti trovati nel fosso Fillungo a Capezzano Pianore attendono che qualcuno li smaltisca. Sì, perché si è accesa una polemica non da poco tra gli enti che hanno cominciato a rimpallarsi la responsabilità: Comune contro Consorzio, Consorzio contro Comune. Il punto è che da una parte il fosso è effettivamente competenza dell’ente consortile, dall’altra il responsabile della salute è proprio il primo cittadino.

Ma il fatto è che il sindaco Alessandro Del Dotto ha deciso di scrivere a Regione, Consorzio e avvocatura per redimere la questione: «Anche per ragioni igienico sanitarie - si legge nella missiva - è stato chiesto al Consorzio di Bonifica di rimuovere pesci morti dal corso d'acqua di sua esclusiva competenza.La risposta è stata negativa ed è stato chiamato in causa questo Comune. Si apprende solo adesso che la stessa è legata a un provvedimento dirigenziale, a carattere generale, emesso dalla Regione Toscana».

Il probema riguarda principalmente la salute pubblica: «Essendoci potenziali rischi di inquinamento oltre che di tipo igienico sanitari, questo Comune procederà a intervento, tuttavia con molteplici riserve. Infatti comunico che Camaiore si riserva di proporre ricorso al Tar contro il provvedimento del Consorzio e contro la determinazione dirigenziale regionale, salvo impugnare anche altri atti non ancora conosciuti».

La critica di Del Dotto passa anche sul piano politico dove non perde l’occasione di criticare le decisioni di Firenze: «Da un punto di vista politico, segnalo l'assurdità di una Regione che consente con provvedimenti dirigenziali al Consorzio di incassare soldi attraverso tributi gravanti sui cittadini e poi non imporgli di spendere dette risorse per i compiti istituzionali che, invece, sono regolarmente riversati sui Comuni (lavarone, pesci morti, rifiuti ecc.) i quali devono poi trovare le risorse nei loro piani finanziari, con enorme danno per le previsioni finanziarie e più in generale per la spesa pubblica. Se le funzioni dei Consorzi devono essere pagate due volte (mentre loro incassano soldi senza obbligo di spenderli e mal facendo manutenzione), allora tanto vale abolirli e mettere tutto in testa ai Comuni. È ingiusto, illegittimo e assurdo e come Comune ci schiereremo attivamente contro questa inaccettabile impostazione. E per fortuna che era in programma per la prossima settimana un incontro per trovare forme di collaborazione». —

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