Il Tirreno

Versilia

il ritorno 

Il Giordano Bruno riapre con Bergamini

D.F.

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VIAREGGIO. Torna il “Giordano Bruno” di nuovo nelle mani di Stefano Bergamini, colui che lo ha ideato nei primi anni Duemila facendone un simbolo del Vialone in Darsena. Da ieri il locale è aperto, completamente rinnovato, tavoli fuori e dentro, gran ritorno dei vini - elemento, la cantina, che caratterizzò la nascita - colori del sabbia ad attutire il tutto bianco delle origini. Al momento l’attività si svolge al piano terra, ma la proprietà sta lavorando anche per rendere fruibile la terrazza, uno dei tratti distintivi della storia del locale. Menu di pesce, pizza e taglieri di salumi e formaggi, apertura a pranzo e cena «con l’intento di restare a disposizione di chi voglia comunque mangiare qualcosa tra i due momenti canonici», spiega il titolare emozionato come di fronte ad un figlio perso e ritrovato. Staff motivato, giovane e con tanta voglia di fare bene, il Giordano Bruno che riparte seguendo le orme delle origini si propone di diventare punto di riferimento anche per gli spuntini ad ora tarda, con un banco di affettati e formaggi come pochi se ne trovano in una Versilia un po’ standardizzata come offerta.

Dove emerge un gruppo di imprenditori più giovani e con la voglia di farsi apprezzare per una buona cucina sulla cui riuscita si può sempre contare, piuttosto che per le “fantasie”. È l’esperienza di Massimo Barsotti, in Darsena, con “le Radici”, quella di Abramo Franceschini con il locale di via Verdi angolo via Sant’Andrea, del ristorante-braceria “Amaro” (via S. Martino) tanto per citarne alcuni. —

D.F.

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