Toscana
L’amica di Desiree «Non accettavo di vederla sconfitta»
Francesca ha lanciato la colletta per l’acquisto della protesi Al Tirreno spiega il suo gesto: «Nessuno si salva da solo»
forte dei marmi. «L’ho fatto perché nessuno si salva da solo. Mai. E perché le voglio molto bene, non accettavo di vederla sconfitta». Di vederla rassegnata al suo destino maledetto. Un cancro, un’amputazione, una protesi troppo costosa da comprare. A parlare è Francesca Graziani, l’amica che tutti vorrebbero al proprio fianco. Titolare insieme al compagno del Public House 42, locale in via Michelangelo a Forte dei Marmi, è stata lei a lanciare la raccolta fondi per l’acquisto di una protesi a Desiree Corfini, l’amica di 42 anni che ha perso la gamba un anno fa per colpa del cancro. Da quindici giorni lei ha una gamba nuova, proprio grazie a questa colletta realizzata in Versilia.
Tutto è partito da una serata nel locale di Francesca. Che poi sono diventate due, tre, quattro. La raccolta fondi – chiamata “Voglio vederti danzare”, come la canzone di Franco Battiato – è diventata virale: hanno iniziato a organizzare eventi per Desiree anche associazioni sportive e culturali, la Fondazione Villa Bertelli, privati, anche i Comuni. Dietro la raccolta fondi c’era sempre lei, Francesca, insieme ad altre persone che Desiree ha poi voluto ringraziare personalmente sulla pagine di questo giornale nell’edizione di ieri.
Sta di fatto che, grazie all’idea di un’amica speciale, nel giro di tre mesi, da dicembre, è stata racimolata quasi tutta la somma che serviva a Desiree per comparsi una protesi che le permettesse di avere una vita normale. E da quindici giorni, dopo un mese trascorso nel centro di riabilitazione di Campiglia Marittima, Desiree ha la sua protesi. Ancora non riesce a camminare senza stampelle. Ma un giorno lo farà. Butterà via quei bastoni e potrà tornare, dopo un anno, a camminare su due gambe. Anche se una è fatta di resina.
Contattata dal Tirreno, Francesca Graziani dice di essere «strafelice di rivedere la mia dolce psicopatica Desy. Sento di essere stata un buon bastone su cui appoggiarsi e ripartire. Mi rende tanto felice sapere di aver contribuito a ridare luce ai suoi occhi».
E un po’ di luce, con il suo buon esempio, Francesca l’ha data a tutti noi. —
Melania Carnevali
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