Il Tirreno

Versilia

la guerra dello spaghetto 

Tolti i vincoli ai ristoranti dei bagni «Ma le lavagne col menù vanno evitate»

Matteo Tuccini Angelo Petri
Tolti i vincoli ai ristoranti dei bagni «Ma le lavagne col menù vanno evitate»

Il Tar: gli stabilimenti possono servire anche chi non è cliente. I Comuni e le categorie: qualche paletto deve restare

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Vorrei, ma non posso. La sentenza del Tribunale amministrativo della Toscana che, di fatto, toglie ogni vincolo allo spaghetto sul mare, piomba su una Versilia come al solito in difficoltà coi cambiamenti. I fatti: i giudici del Tar, dando ragione al bagno Perla del Tirreno sulla Passeggiata di Viareggio, hanno stabilito che imporre al ristorante di uno stabilimento balneare di dare da bere e mangiare solo ai clienti della spiaggia non si può. È «in contrasto con la normativa di liberalizzazione emanata negli ultimi anni», affermano i giudici amministrativi nella sentenza emessa il 23 maggio scorso e pubblicata il 4 giugno. Le amministrazioni reagiscono con un po’ di imbarazzo. A partire dal Comune di Viareggio, a cui quella sentenza ha dato torto e che afferma di non voler commentare. Ma anche le imprese non sembrano volersi esporre troppo.

Eppure è una battaglia vecchia di anni, che ha visti contrapposti a lungo balneari e ristoratori. «Non conosco nel dettaglio la sentenza – dice Esmeralda Giampaoli, presidente Fiepet Confesercenti – Posso dire quello che ho sempre ribadito: stesso mercato, stesse regole. Se il balneare vuole investire nella ristorazione, perché ci vede un potenziale, ne ha il diritto. L’importante è che rispetti tutti i requisiti che rispettano i ristoratori, diciamo così, tradizionali». Anche i rappresentanti di Confcommercio non vedono nella sentenza un pericolo, ma piuttosto «una presa d’atto di un fenomeno che era già in corso da anni», affermano Benedetto Stefani, presidente provinciale della Fipe Confcommercio e Stefania Frandi del sindacato balneare Sib. Da Confcommercio, però, puntualizzano: «È necessario ridurre, o eliminare del tutto, la pubblicità che viene fatta di questo tipo di attività. Come le lavagnette con i menù sul lungomare e sulla Passeggiata».

Già, le lavagnette. A Lido, in passato, sono state fatte diverse multe dalla polizia municipale per pubblicità impropria. E il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto conferma che non ci saranno deroghe da questo punto di vista. «A Camaiore – dice Del Dotto – non abbiamo mai negato la possibilità della somministrazione agli esterni da parte dei ristoranti dei bagni, purché questi abbiano i requisiti di legge: chi non li ha non può che adeguarsi, altrimenti incorre in sanzioni. Non ci interessa ostacolare l’attività imprenditoriale, ma è necessaria la garanzia di regole eque che tutelino la leale concorrenza tra il settore della ristorazione e quello della somministrazione stagionale. Siamo d’accordo nel permettere ai balneari di aprire ristoranti se ne hanno i requisiti, purché poi restino aperti per tutto l’anno. Però è fondamentale che si rispettino le regole e il principio di concorrenza». Anche il sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti sostiene che qualche paletto ci vorrà: «Io sono per il libero mercato, la sentenza va studiata e bisogna capire come muoversi. Ma qualcosa andrà fatto, anche sulla questione delle lavagne sul lungomare».

«Si va verso la definizione non più di clientela del bagno – spiega Graziella Polacci, vicesindaco di Forte e già presidente dei balneari – ma di fruitori della spiaggia e delle sue attività accessorie, dove chi ha le strutture e le caratteristiche richieste dalla legge e dall’Asl potrà avere una continuità di apertura anche della ristorazione, purché il bagno sia aperto. Mentre gli altri che fruiscono di deroghe ai vari regolamenti si dovranno contentare della stagionalità. Forte dei Marmi, lo ricordo – prosegue Polacci – da anni ha fissato nel regolamento d’igiene che la spiaggia possa aprire le attività accessorie fin dal 21 marzo e possa poi mantenerle fino al 30 settembre, salvo proroghe, che finora sono sempre arrivate puntuali fino al Ponte di Ognissanti a novembre. Sempre beninteso in funzione dell’esistenza dell’attività principale, e delle condizioni meteo. La sentenza del Tar – continua il vicesindaco – direi che vale essenzialmente per le parti coinvolte e non può fare giurisprudenza, ma si nota ormai chiaramente anche un’apertura della Regione per far vivere la costa tutto l’anno». Cauto anche il presidente dei balneari fortemarmini, Martino Barberi: «La nuova legge regionale sul turismo, nel nostro specifico, sembra voler superare anche il concetto di “cliente” come fruitore di servizi prettamente marini, ma lo intende in modo più ampio come colui che utilizza uno dei vari servizi offerti dalla struttura. Tutto questo, però – conclude Barberi – va chiaramente inserito in un contesto più ampio, e deve tenere conto di un equilibrio tra le offerte delle altre categorie economiche che va assolutamente mantenuto. Quindi ben vengano le semplificazioni normative, ma tenendo conto di tutte le attività economiche che devono trovare il modo di convivere». —



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