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Maxi multe ai bagni per le feste non autorizzate

Melania Carnevali
Maxi multe ai bagni per le feste non autorizzate

Il Comune ha aumentato la sanzione da 50 a 250 euro. Ogni stabilimento può rimanere aperto trenta sere

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FORTE DEI MARMI. Non sarà più una multa simbolica, di quelle che si pagano con due piatti di spaghetti alle arselle. Fare serate in spiaggia, che sia un apericena o una festa con musica, senza comunicarlo al Comune, adesso, costerà caro. La sanzione passa da 50 euro a 250 euro. È la decisione presa dell’amministrazione di Forte dei Marmi, che già nei giorni scorsi aveva pubblicato la disciplina delle feste stagionali negli stabilimenti balneari. . Ogni bagno, anche quest’anno, potrà organizzare trenta serate con somministrazione di alimenti e bevande. Non poche, considerando che la stagione, alla fine, si concentra in due mesi. Sforare il limite non è facile, ma c’è chi, negli anni passati, c’è riuscito. Ed è stato pure multato dalla polizia municipale. Peccato che la multa fosse di soli 50 euro, praticamente il valore di una cena negli stabilimenti del Forte. Quindi, visto che la normativa nazionale (il decreto legislativo 267/2000) prevede che per «la violazione delle disposizioni regolamentari si applica la sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro», il Comune ha deciso di applicare la sanzione «equa» di 250 euro per «omessa comunicazione».

Le trenta feste che ogni stabilimento balneare ha a disposizione (e che devono essere comunicate all’ufficio locale marittimo e alla polizia municipale entro le 12 del giorno stesso della festa) non potranno comunque iniziare prima delle 20 e dovranno cessare entro l’1, 30 del giorno successivo e dovranno rispettare le norme previste dal piano dei rumori, con l’attenuazione progressiva di musica all’approssimarsi della notte. Pena: altra sanzione, di altro tipo.

I bagni che organizzano feste, poi, da quest’anno, dovranno pagare una tassa sui rifiuti maggiore rispetto ai bagni che non ne organizzano (o ne organizzano meno). Attraverso un calcolo sulla produzione di rifiuti, sul totale di giorni e di feste, il Comune ha determinato una tariffa giornaliera di quaranta euro a festa.

Dal momento che, appunto, ogni stabilimento balneare può fare fino a trenta feste nell’arco della stagione estiva (i concessionari godono in altre parole di deroghe ai rumori dalle 20 e fino all’una e trenta della notte), chi organizzerà trenta eventi pagherà 1. 200 euro in più. Ovviamente non saranno 1. 200 in più rispetto alla tariffa dello scorso anno, ma a una tariffa ricalcolata sulla base degli eventi dello scorso anno.

Il senso del piano finanziario del Comune è chiaro: chi produce più rifiuti deve pagare una tassa più alta rispetto a chi ne produce meno.

Melania Carnevali

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