Sicurezza
All’ingresso ci sarà il motorino di Elisa Pezzini
La proposta dei genitori della ventenne morta l’8 giugno di quattro anni fa «I ragazzi devono essere scioccati. E capire che non è tv»
VIAREGGIO. «Abbiamo ancora il motorino di Elisa, come da quella notte dell’incidente: perché non lo prendete?». La voce che si leva dal fondo della sala del bello spazio “Espace Gilbert” alla Cittadella del Carnevale gela la sala. La proposta è quella di Simona Di Vita, madre di Elisa Pezzini, morta quattro anni fa proprio la notte dell’otto giugno, a vent’anni. Quando i giovani organizzatori della “Color Casual Party” raccontano che la quarta edizione dell’iniziativa realizzeranno «un’opera di arte di strada, con un’auto ed un motorino incidentati», Simona si fa avanti. E così sarà: la madre di Elisa ed il padre, Stefano Pezzini, consegneranno ai ragazzi lo Scarabeo bianco con i segni ben visibile dell’incidente accaduto sulla via Italica, a Lido. Uno degli organizzatori dell’evento, Cristiano Ceragioli, vent’anni, si commuove. Difficile proseguire di fronte all’immagine dell’incidente che si materializza di fronte agli occhi di tutti.
«Sono passi difficili da fare», spiegano i genitori di Elisa al Tirreno: «Ma sono quelli più difficili che lasciano un segno maggiore». I ragazzi - racconta papà Stefano che con la moglie ha dato vita alla Fondazione “Il sorriso di Elisa” dalle mille attività di solidarietà e sul fronte della sicurezza stradale, «vanno scioccati. Devono capire che succede davvero. Che non è un fil, che non è televisione, finzione». Capire per arrivare a mettere in atto tutti i comportamenti possibile affinché non si muoia più sulla strada.
E quando uno dei giovani organizzatori sottolinea che per la festa «può anche essere controproducente la scelta del “No alcol” , con riferimento agli aspetti economici, è la voce di Marco Szorenyi, vice presidente della Fondazione Carnevale guidata da Maria Lina Marcucci, a farsi sentire: «Perché controproducente? Direi che, invece, è una forza. Ci sarà divertimento puro. E su questo ci vuole tantissima attenzione».
I genitori di Elisa Pezzini si sono detti «contenti di essere stati coinvolti nell’iniziativa dell’evento alla Cittadella». Aggiungendo: « A noi genitori il compito di vivere quanto accaduto come la tragedia che è stata, è e sarà. Ma i ragazzi, i più giovani, devono viverla come avrebbe voluto Elisa. Che credeva nell’amicizia».
Non sarà un effetto scenico, dunque, quello al quale i giovani e giovanissimi che arriveranno alla Cittadella domani si troveranno davanti. Ma l’occasione per una riflessione e per sfidare il malpensare degli adulti sul divertimento giovanile . Vale la pena provarci. Per scoprire - magari - che è divertente. —
D.F.
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