Il Tirreno

Versilia

Dentro la nuova chiesa del Varignano, il cuore della comunità

Donatella Francesconi
Dentro la nuova chiesa del Varignano, il cuore della comunità

Viaggio in anteprima nell’edificio di culto che accoglie le belle opere dell’artista Marcello Chiarenza e si apre a tutto il quartiere e ai suoi bisogni

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VIAREGGIO. È un dialogo tra terra e cielo quello che al quale si assiste di fronte alla nuova chiesa della Resurrezione, quartiere Varignano, consacrazione fissata per sabato 8 giugno. Senso di comunità, insieme a quello di una grande pace, dal cemento del piazzale al legno chiaro del porticato, al piano alto, dove si trova la canonica. A vegliare su tutto svetta il campanile da 8 campane, grazie alle quali – spiega don Marcello Brunini, che accompagna il cronista del Tirreno nella visita alla nuova chiesa – «si possono avere vere e proprie melodie».

Nell’avvicinarvi al nuovo edificio di culto fatevi guidare dai simboli, disseminati ovunque. Che vi accompagneranno verso l’altare ed oltre. A cominciare dalle opere dell’artista siciliano di origini ma ormai veneto a tutti gli effetti Marcello Chiarenza, 64 anni, scultore, scenografo, autore teatrale e poeta. Le prime le si incontrano sul portale, che innalza al cielo una croce: a destra, guardando la chiesa, l’albero della vita – in acciaio lavorato - rappresentato da un lungo trancio di vite che finisce con un bel grappolo; a sinistra l’albero del melograno, con il suo bel frutto. «Il melograno è il simbolo della Chiesa», racconta don Brunini tracciando la simbologia che si fa tappe del cammino di fede: «La Chiesa ed i suoi tanti grani che qui si riuniscono».

Non vi racconteremo tutti i particolari dell’ambiente che accoglierà fedeli e visitatori. Merita l’effetto suspence il gran progetto realizzato dai professionisti di “TAMAssociati”, lo studio che ha vinto il concorso bandito dalla Conferenza episcopale italiana. Ma l’occhio non può non abbracciare subito le quattro croci che Chiarenza ha realizzato con grossi chiodi: tanto “leggere” quanto drammatiche nella loro essenzialità.

I progettisti hanno recuperato più di un elemento della vecchia chiesa, edificata nel 1975 nel quartiere più popoloso della città («4.500 persone ogni mille abitanti», ricorda don Marcello, «e Viareggio ne ha la metà»): le sedute delle panche, fuse in quelle nuove; l’affresco che racconta la vita di Gesù dalla Resurrezione; i crocifissi restaurati; il vecchio fonte battesimale che diventa acquasantiera.

Guardatevi intorno, quando entrate. Ma non dimenticate di dirigere gli occhi verso l’alto. Sarà il gioco di luce nel soffitto a baldacchino a stupirvi. Un baldacchino che copre l’intera area dell’assemblea parrocchiale, ad unire sotto un solo cielo officiante e fedeli, in un unico insieme. Che punta ad arricchirsi di presenze. Con il fonte battesimale - unico per la Diocesi di Lucca - nel quale sarà possibile ricevere il sacramento per immersione, ammirando il bel mosaico a firmato da Chiarenza.

La nuova chiesa della Resurrezione è chiesa che alla comunità guarda e che dal confronto nella comunità nasce. «La partecipazione della comunità nel percorso che ci ha portato fin qui» ricorda don Marcello, «è sempre stata costante. Nel confronto con progettisti, impresa, responsabile del procedimento e Consiglio pastorale». E sono gli spazi destinati alla comunità a fare della nuova parrocchia il centro del quartiere. La grande sala tutta vetrata con il giardino interno, una stanza a disposizione del quartiere, i locali destinati al Centro ascolto per la parrocchia che sostiene circa una settantina di famiglie ogni anno, le due aule per il catechismo con il chiostro. E l’ampio giardino esterno. Confinante con lo spazio che il Comune deve recuperare a verde pubblico come da previsione nel nuovo Regolamento urbanistico.




 

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